counseling

Counseling: modalità di resistenza al contatto secondo la Gestalt Psicosociale

20 Ago , 2014  

Ecco l’infografica sui 5 tipi di resistenza al contatto

i 5 tipi di resistenza al contatto secondo la Gestalt, yemaya, counseling, coaching, naturopatia

Clicca sull’immagine su “i 5 tipi di resistenza al contatto” per scaricare l’infografica in alta risoluzione.
Se hai un blog o un sito web puoi incorporare direttamente il codice sorgente copiando ed incollando le stringhe sottostanti.

Cosa si intende per resistenza al contatto

«La resistenza al contatto è una modalità attraverso la quale l’individuo può interrompere la naturale tendenza ad andare verso l’altro per salvaguardare il suo senso di attaccamento nella relazione.
Le modalità di resistenza al contatto rappresentano anche quello che si chiama “adattamento creativo” all’ambiente. Il bambino sperimenta molto presto la polarità attaccamento/autonomia, sviluppando le proprie modalità di resistenza che gli consentono di mantenere una sorta di equilibrio con il mondo che lo circonda.
Se queste sono rigide all’interno dell’identità della persona, rischiano però di diventare un ostacolo alla realizzazione di sé, con conseguenze sull’autostima e sulla relazione con l’altro.»

Fonte | Maria Menditto, Comunicazione e relazione, Erikson Editore (pag. 269)

Counseling: modalità di resistenza al contatto secondo la Gestalt Psicosociale

 

 

Incorpora questa immagina nel tuo sito (copia il codice qui sotto):

, , , ,

news,paleontologia

Le nazioni di oggi sulla mappa della Pangea creata da Massimo Pietrobon

1 Ago , 2014  

la mappa della pangea, yemaya, naturopatia, counseling, coaching

Pangea è il supercontinente che si ritiene includesse tutte le terre emerse della Terra durante il Paleozoico e il primo Mesozoico, formatosi circa 270 milioni di anni fa.

Pangea

Il nome Pangea fu attribuito nel 1915 da Alfred Wegener, in seguito alla formulazione della teoria della deriva dei continenti.
Il vasto oceano (o “superoceano”) che circondava il supercontinente viene chiamato Panthalassa (“tutto il mare”), mentre l’ampia insenatura che separava parzialmente la parte settentrionale da quella meridionale prende il nome di Oceano Tetide.
Secondo gli studiosi la Pangea si sarebbe spezzata circa 180 milioni di anni fa, dando luogo ad altri due supercontinenti: la Laurasia (supercontinente del nord) e la Gondwana (supercontinente del sud). Dall’ulteriore frammentazione della Laurasia e della Gondwana deriverebbero gli attuali continenti.

Le nazioni di oggi sulla mappa della Pangea creata da Massimo Pietrobon

In questa mappa si è voluto ricostruire il supercontinente Pangea tracciandone all’interno i confini delle Nazioni come le conosciamo oggi.
La mappa è stata creata da Massimo Pietrobon, che scherzosamente si descrive come “un famoso esploratore e cartografo di Atlantide”.

Così Massimo Pietrobon presenta la mappa sul suo blog:

Ecco a voi la cartina piu dettagliata che io abbia mai realizzato al computer: la Pangea Politica!
Aal di là del gioco formale di riportare le divisioni amministrative sull’antica piattaforma continentale della Pangea, ci sono delle implicazioni teoriche (o metafisiche) nel realizzare questa mappa:
– riunire il mondo in un unico pezzo di terra rappresenta un ritorno all’unitá del pianeta, all’unitá del genere umano, in barba alle divisioni che tanto comodo fanno ai nostri governanti!
e cosi gli Stati Uniti si ritrovano davanti al muso tutti gli Arabi, mentre a sud confinano direttamente sia con Cuba che la Colombia!
Noi europei invece ci troviamo l’Africa in casa finalmente. Basta alle migliaia di morti in mare per arrivare in Europa, adesso ci arrivano in bicicletta!
Ancora, finalmente gli afroamericani si riuniscono ai loro cugini africani tout-court e li possono andare a visitare in autobus.
Non solo, i marocchini portanno finalmente andare in Quebec a piedi!
Era ora!

Il mondo è uno.
L’umanitá è una
Viva la Pangea politica!

Fonte | www.openculture.com | Le nazioni di oggi sulla mappa della Pangea creata da Massimo Pietrobon

, , ,

filosofia e medicina indiana, ayurveda,fotografia,news

Holi Festival: photogallery (da internet)

21 Mar , 2014  

L’Holi Festival, la festa di colori

Queste incredibili immagini sono state scattate a Vrindavan, in India, durante L’Holi Festival, la festa di colori: così in India festeggiano l’inizio della primavera.
L’Holi Festival ha una tradizione millenaria, è un rito indu che si svolge in tantissimi templi avvolto da un’atmosfera magica e gioiosa che trascina una moltitudine di persone ad applicarsi su ogni parte del corpo polveri colorate  fatte con fiori pressati.
Durante la sera della luna piena, vengono accesi dei falò per allontanare gli spiriti e celebrare la vittoria del bene sul male e le persone si riuniscono per cantare e ballare.
La mattina successiva, che coincide sempre coincide con il giorno successivo a quello della luna piena nel mese di Phalguna, inizia il tripudio di colori, le persone giocano, si inseguono “sparandosi” a vicenda con fucili ad acqua carichi di pigmenti o “lanciandosi” palloncini pieni di acqua colorata.
È un momento di incontro in cui tutti si relazionano: amici e sconosciuti, ricchi e poveri, uomini e donne, bambini e anziani.

Fonte: www.talkpundit.com | Holi festival: photogallery (da internet)

yemaya su Facebook

, , , , , , , ,

news

Holi Festival: i colori che annunciano la primavera

19 Mar , 2014  

Holi Festival: i colori che annunciano la primavera

L’Holi Festival è una pioggia di polvere colorata, una festa d’addio al freddo inverno e uno straripante benvenuto alle vibrazioni della primavera.
In India si celebra questa festa ovunque, di solito è cadenzata il giorno dopo Purnima, ovvero la luna piena dei primi di marzo e nella tradizione è bene augurante per i buoni raccolti futuri e per rendere omaggio alla fertilità della madre terra.

La tradizione dell’Holi Festival

Un’antica leggenda Purāṇa (पुराण) tramanda che il significato della festi di Holi trae la sua origine alla storia del malvagio re Hiranyakasipu e di suo figlio: il principe Prahlada.
Il re Hiranyakasipu aveva avuto il dono divino di non poter essere ucciso né da uomini né da animali, sia di notte che di giorno e questo lo rendeva così pieno di sé che si rifiutava di adorare Viṣṇu (विष्णु).
Al contrario, suo figlio Prahlada venerava Vishnu e criticava aspramente il padre per la sua mancanza di fede.
Hiranyakasipu tentò di uccidere il figlio più volte calpestandolo con gli elefanti, intrappolandolo con dei serpenti mortali e anche avvelenando il suo cibo ma il ragazzo era protetto dalla sua devozione verso Vishnu.
Continua…

, , , , , , , ,

buddhismo,filosofia e medicina tradizionale tibetana,fotografia,news

Mandala dei Monaci Tibetani: photogallery (da internet)

15 Mar , 2014  

Mandala (sanscrito maṇḍala (मण्डल), letteralmente: «essenza» (maṇḍa) + «possedere» o «contenere» (la); tradotto anche come «cerchio-circonferenza» o «ciclo», entrambi i significati derivanti dal termine tibetano dkyil khor) è un termine simbolico associato alla cultura veda ed in particolar modo alla raccolta di inni o libri chiamata Rig Veda.
Il Mandala riveste un significato spirituale e sia nel Buddhismo che nell’Hinduismo.

 

, , , , , , ,

buddhismo,filosofia e medicina tradizionale tibetana,mandala,news

Mandala: i monaci del Monastero di Gaden Jangtse costruiscono il Mandala della Pace a Euroma2

10 Mar , 2014  

Tashi Delek Tibet - Il Mandala per la Pace Universale

Tashi Delek Tibet – Il Mandala per la Pace Universale

Da sabato 15 a domenica 23 marzo Presso il Centro commerciale EUROMA2
Mostra fotografica “Gli spiriti sotto il cappello” e Mostra di costumi, strumenti musicali, tanke

All’Entrata Principale del Centro Commerciale Euroma2 – Tutti i giorni dalle 15,30 alle 20,00 – Sabato e domenica dalla mattina alla sera.

L’Istituto Samantabhadra ospiterà per un anno dei monaci provenienti dal Monastero di Gaden Jangtse.

Il significato del mandala

Nella tradizione tibetana, il mandala è a un tempo una sintesi dello spazio, un’immagine del mondo e la dimora di potenze divine, quindi la manifestazione, in forma di diagramma, di perfette qualità come: la compassione, la saggezza e l’energia spirituale.
Rappresenta un’immagine capace di condurre chi la contempla, ricevuti i necessari insegnamenti, ad una progressiva purificazione mentale e al Risveglio.
Il mandala tibetano viene tracciato con forme geometriche ben precise e poi ricoperto in ogni piccola parte con sabbia finissima di diversi colori ed è essenzialmente, sul piano estetico, una struttura quadra orientata provvista di quattro porte, contenente cerchi e fiori di loto, popolato di immagini e simboli divini.
Su questa base, il Lama, con il potere della sua concentrazione meditativa, costruisce a livello psichico la dimora celestiale e, con un rituale molto complesso, fa discendere la divinità al suo centro.
Tutte le sabbie finissime colorate posate con un apposito strumento a cono cavo necessitano di essere posate con estrema delicatezza e precisione per rispondere a tutti i dettagli minutissimi che compongono il complesso disegno.

Prima di iniziare la costruzione del mandala i Lama procedono ad un rito di consacrazione operando la purificazione delle energie negative presenti nel luogo fisico; alla fine della costruzione, con un altro rituale il mandala viene dopo un certo lasso di tempo disfatto raccogliendo le sabbie mescolate in un recipiente.
Il contenuto saràdonto a tutte le persone presenti per essere portato a casa come una speciale benedizione.
La realizzazione del mandala porta grandi benefici nei luoghi dove esso viene costruito ed espande la sua energia influenzando positivamente lo svolgimento della vita e degli esseri.

La costruzione del mandala sarà accompagnata da due mostre:

Mostra di costumi tibetani, strumenti musicali e tanke
Mostra fotografica: “Gli spiriti sotto il cappello” per gentile concessione della fotografa Tamara Triffez

Fonte: Samantabhadra

Istituto Samantabhadra
Centro Studi di Buddhismo Tibetano
Via di Generosa, 24 – 00148 Roma
tel: 06 83510698 – segreteria: 340 0759464
email: samantabhadra@samantabhadra.org
www.samantabhadra.org

Mandala: i monaci del Monastero di Gaden Jangtse costruiscono il Mandala della Pace a Euroma2

, , , , , , , , ,

filosofia e medicina tradizionale cinese

Medicina Tradionale Cinese: come prepararsi all’autunno

16 Ott , 2013  

medicina tradizionale cinese, come prepararsi all'autunno, naturopatia, counseling, coaching, yemaya

Medicina Tradizionale Cinese: prepararsi all’autunno

In Cina, per preparasi all’autunno si crede, tradizionalmente, che i nostri corpi siano dei piccoli mondi che contengono tutti gli elementi e le energie presenti sulla Terra e totalmente interconnesse con il nostro ambiente.
Secondo la Medicina tradizionale cinese (Mtc), le diverse parti del nostro corpo, proprio come la Terra, sono costituite dalle energie dei cinque elementi: metallo, legno, acqua, fuoco e terra.
Ogni sistema di organi è collegato ad elementi specifici, così come a certe emozioni, un colore, sapori e altre caratteristiche energetiche.
Le quattro stagioni e le ore del giorno corrispondono anch’esse a diversi elementi.

Continua…

, , , , ,

news

Blog Action Day 2009: scrivi anche tu su questo blog

2 Ott , 2009  

Ecco, secondo Robin Beck, il tema del Blog Action Day 2009: il cambiamento climatico, la scelta è stata fatta da migliaia di persone che hanno votato con la convinzione che tutti insieme si possa approfondire ulteriormente il dibattito, proprio mentre i leader moondiali si preparano all’incontro di Copenhagen previsto nel prossimo dicembre, nel tentativo di accordarsi su soluzioni durevoli a questa emergenza.
Sarà il prossimo 15 ottobre il gioeno in cui i blogger di tutto il mondo potranno discutere all’interno del Blog Action Day, uno dei più grandi eventi mediatici di consapevolezza sociale sul web.
Si rinnova, quindi, ance quest’anno, l’appuntamento per tutti i blogger che per un giorno scriveranno sullo stesso argomento allo scopo di  sensibilizzare e promuovere un dibattito “globale”  sulle scelte improrogabili che i cittadini del mondo si trovano ad affrontare.
Il Blog Action Day è stato indetto per la prima volta da Collis e Cyan Ta’eed nel 2007, col sostegno del loro staff; durante la prima edizione, i fondatori avevano chiesto a oltre 20.000 blogger di dedicare la giornata a discutere di questioni ambientali.
L’anno scorso il tema affrontato è stato la povertà.
Non so se si può davvero cambiare il mondo solo  scrivendo… ma sicuramente scrivendo diminuirà il numero di persone che NON non sono coscienti del disastro ambientale incombente e aumentarà il numero di quelli che forse vorranno impegnarsi di più.
Allora ecco l’occasione per aprire le porte di questo blog, che già sono aperte, anche a tutti voi, amici ed appassionati… approfittate per dire la vostra, scrivete un post che parli seriamente del cambiamento climatico e inviatelo a: marinamarini@libero.it, il 15 ottobre sarà pubblicato sul sito che è già registrato all’iniziativa.
Grazie… aspetto voi e le vostre parole, per far si che non restino solo parole!

Marina Marini

, ,


SEO Powered By SEOPressor