filosofia e medicina tradizionale tibetana

Sognare sogni dolorosi, risvegliarsi con la coscienza di niente. L’essenza della filosofia buddhista (parte V)

23 Feb , 2010  

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Il Buddhismo è ateo?
La questione, già accennata nelle considerazioni preliminari, ha dato luogo a discussioni e prese di posizione contrastanti. Alcuni hanno sostenuto che il Buddhismo, non conoscendo l’idea di Dio è ateo e dunque non può nemmeno essere considerato una religione. Altri che il Buddhismo è de facto una religione che non conosce Dio, e pertanto la credenza in Dio non è una conditio sine qua non del genere ‘religione’.
In generale, l’idea di Dio può assumere tre significati fondamentali: vi è un Dio-persona che ha creato l’universo e la storia dell’umanità rientra nell’ambito di un progetto salvifico divino (il monoteismo ebraico, cristiano ed islamico); vi è una Divinità concepita come impersonale o sovrapersonale, ente di ragione, che coincide con l’universo stesso (per esempio, il panteismo filosofico di Bruno o di Spinoza), oppure è al di là di esso (per esempio, l’Uno di Plotino o Sophia, la Sapienza, di talune forme di Gnosticismo); vi è un certo numero di dei e di demoni gerarchicamente organizzati che dominano il mondo, ognuno con caratteristiche e funzioni proprie (il politeismo greco-romano).
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filosofia e medicina tradizionale tibetana

Sognare sogni dolorosi, risvegliarsi con la coscienza di niente. L’essenza della filosofia buddhista (parte IV)

22 Feb , 2010  

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I fondamenti storici della dottrina buddhista
Il Buddha visse ed insegnò la dottrina (Dharma) tra la fine del VI e l’inizio del V sec. a. C. Fu un insegnamento orale e come tale fu tramandato di generazione in generazione, finché intorno al I sec. a.C., iniziò ad esser messo per iscritto. Come spesso accade in questi casi – si pensi, ad esempio, alla figura e alla filosofia di Socrate – risulta assai arduo per lo storico riuscire a ricostruire con un buon margine di sicurezza, quali insegnamenti furono realmente pronunziati dallo stesso Buddha, con quale linguaggio e in che successione.

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filosofia e medicina tradizionale tibetana

Sognare sogni dolorosi, risvegliarsi con la coscienza di niente. L’essenza della filosofia buddhista (parte III)

21 Feb , 2010  

buddha_dipinto_sulla_roccia_in_tibet Il Pessimismo radicale Il pensiero buddhista è spesso inteso come Pessimismo radicale di fronte alle cose della vita, al mondo così com’è. La via da battere, per sfuggire all’angoscia che attanaglia l’uomo, ciascun uomo, indipendentemente dalla sua condizione sociale, razziale, dall’età, dal sesso o dalle possibilità economiche, mira alla rinunzia, all’abbandono di ciò che definiamo ‘il mondo’. Continua…

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filosofia e medicina tradizionale tibetana

Sognare sogni dolorosi, risvegliarsi con la coscienza di niente. L’essenza della filosofia buddhista (parte II)

20 Feb , 2010  

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Il Buddhismo come filosofia
Il problema centrale del pensiero buddhista è la sofferenza umana, la conoscenza della sua causa, l’individualità, e la cessazione della sofferenza attraverso l’eliminazione della causa. Dal momento che tale questione non è inserita in un contesto teologico, né fa riferimento alla rivelazione di una divinità da accettare per fede, da buoni occidentali ci aspetteremmo che venga affrontata piuttosto in termini ‘filosofici’, per mezzo di una teoresi laica e razionale. Le nostre aspettative saranno corrisposte soltanto in parte.
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filosofia e medicina tradizionale tibetana

Sognare sogni dolorosi, risvegliarsi con la coscienza di niente. L’essenza della filosofia buddhista (parte I)

19 Feb , 2010  

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Ripercorriamo, in breve, le idee fondamentali del Buddhismo.
Non miriamo ad un’esposizione completa ed esauriente. I lettori più esigenti avranno modo di placare la propria sete di conoscenza con l’attingere a ben altre fonti.

Non esitiamo a rimandarli alla bibliografia che alleghiamo a questa veloce scorribanda. L’intento che ci anima è piuttosto quello di pungolare la curiosità intellettuale di quanti non si sono mai accostati a questa sconfinata galassia del pensiero filosofico, ma sono disponibili al confronto con l’Altro da sé, provano gusto a mettersi in discussione, come professionisti della filosofia, insegnanti o ricercatori, ma soprattutto come uomini e donne.
“Non è mai troppo tardi per filosofare”: dalla carta o dallo schermo di un computer il monito di Epicuro ci fa ancora battere il cuore, non importa in che secolo viviamo, in che luogo, dove andremo a finire.

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filosofia e medicina indiana, ayurveda

Anahata: il quarto chakra

13 Dic , 2009  

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Anahata (अनाहत, Anāhata, loto dai dodici petali, chakra del cuore) si trova al centro del petto, all’altezza del cuore, è considerato il chakra dell’amore verso sé stessi e gli altri, della crescita e della parte più essenziale di noi stessi.
Rappresentato da un loto circondato da dodici petali rossi con all’interno due triangolo incrociati simboleggianti l’aria.
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fiori di bach

Fiori di Bach: Edward Bach

9 Gen , 2009  

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Non possiamo trattare la floriterapia senza parlare del suo “deus ex machina”, il dottor Edward Bach (1886-1936) che negli anni Trenta dopo esperienze personali come medico ed omeopata concluse che le malattie come comunemente considerate non dipendevano dalle patologie fisiche ma da una serie di reazioni e relazioni psicologiche.
Approfondì lo studio di queste condizioni psicologiche e attraverso la ricerca legata soprattutto allo studio di alcune piante ed alberi tipici della campagna inglese arrivò alla classificazione dei “fiori” che non hanno tanto una valenza diretta, connessa al principio attivo come nella fitoterapia, ma una vibrazione energetica propria dell’essenza della pianta.
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