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Tiziano Terzani, un ricordo dieci anni dopo

3 Ago , 2014  

Il 28 luglio del 2004, proprio dieci anni fa, moriva Tiziano Terzani.
Mi piace ricordarlo con le sue parole.

Tiziano Terzani, dal libro “Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo

La soluzione ai problemi umani non può venire dalla ragione, perché proprio dalla ragione è all’origine di gran parte di quei problemi. La ragione è dietro all’efficienza che sta progressivamente disumanizzando le nostre vite e distruggendo la terra da cui dipendiamo. La ragione è dietro alla violenza con cui crediamo di metter fine alla violenza. La ragione è dietro alle armi che costruiamo e vendiamo in sempre maggiore quantità per poi chiederci come mai ci sono così tante guerre e tanti bambini che vengono uccisi. La ragione è dietro alla cinica crudeltà dell’economia che fa credere ai poveri che un giorno potranno essere ricchi mentre il mondo in verità si sta sempre più spaccando fra chi ha sempre di più e chi ha sempre di meno.

In India si dice che l’ora più bella è quella dell’alba, quando la notte aleggia ancora nell’aria e il giorno non è ancora pieno, quando la distinzione fra tenebra e luce non è ancora netta e per qualche momento l’uomo, se vuole, se sa fare attenzione, può intuire che tutto ciò che nella vita gli appare in contrasto, il buio e la luce, il falso e il vero non sono che due aspetti della stessa cosa. Sono diversi, ma non facilmente separabili, sono distinti, ma non sono due. Come un uomo e una donna, che sono sì meravigliosamente differenti, ma che nell’amore diventano Uno.

Non chiedere di avere una salute perfetta, sarebbe avidità. Fai della sofferenza la tua medicina, e non aspettarti una strada senza ostacoli. Senza quel fuoco la tua luce si spegnerebbe. Usa della tempesta per liberarti.

 Tiziano Terzani, dal libro “La fine è il mio inizio

Nessuno m’ha mai detto “Volerai”. Nessuno m’ha promesso “Non morirai”. Eppur senz’ali ho già volato tanto e “ora” senza alcun rimpianto, di promesse mancate, di cose incompiute, senza pena aggiunta mi preparo a volare un’altra volta.

Succede che, osservando un dettaglio, si è colpiti dall’insieme in cui” quel dettaglio “è insignificante.

L’arte, quella vera, quella che viene dall’anima, è così importante nella nostra vita. L’arte ci consola, ci solleva, l’arte ci orienta. L’arte ci cura. Noi non siamo solo quello che mangiamo e l’aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentato da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato.

Tiziano Terzani, dal libro “Un indovino mi disse

Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro d’umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.

tiziano terzani, giornalista e scrittore


Tiziano Terzani, chi era

Tiziano Terzani, scrittore capace con le sue opere di avere grande risonanza nel mondo culturale italiano e mondiale, nasce a Firenze il 14 settembre 1938.
Laureatosi con lode in Giurisprudenza nel 1962 presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, frequentata grazie a una borsa di studio, tre anni dopo viene inviato in Giappone dall’azienda Olivetti per tenere alcuni corsi aziendali.
Consegue poi un Master in Affari Internazionali alla Columbia University di New York, seguendo corsi di storia e lingua cinese. Dai primi anni ’70 è corrispondente dall’Asia per il settimanale tedesco “Der Spiegel”. Esce nel 1973 il suo libro “Pelle di Leopardo”, dedicato alla guerra in Vietnam.
Durante il 1975 è uno dei pochissimi giornalisti che resta a Saigon, in Vietnam, assistendo alla presa di potere da parte dei comunisti: sulla base di questa esperienza Tiziano Terzani scriverà “Giai Phong! La liberazione di Saigon”, lavoro che troverà traduzione in varie lingue.
Nel 1979, dopo quattro anni passati ad Hong Kong, si trasferisce con la famiglia a Pechino: per comprendere meglio la realtà cinese viaggia visitando città e paesi chiusi agli stranieri, facendo frequentare ai suoi figli la scuola pubblica cinese.
Il suo libro successivo è “Holocaust in Kambodsch” (1981) dove Terzani racconta il suo viaggio in Cambogia, a Phnom Penh, dopo l’intervento vietnamita.
Viene espulso dalla Cina nel 1984 per “attività controrivoluzionarie”: racconta il suo dissenso in “La porta proibita”.
Durante il 1985 risiede ad Hong Kong, poi si trasferisce a Tokyo dove rimane fino al 1990.
Intanto collabora con diversi quotidiani e riviste italiane (“Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “L’Espresso”, “Alisei”) e con la radio e tv svizzera in lingua italiana insieme a Leandro Manfrini.
Sul crollo dell’impero sovietico pubblica nel 1992 “Buonanotte, Signor Lenin”: il libro viene selezionato per il “Thomas Cook Award”, il premio inglese per la letteratura di viaggio.
Nel 1994 si stabilisce in India assieme alla moglie Angela Staude, scrittrice, e ai due figli.
Nel 1995 viene pubblicato “Un indovino mi disse”, cronaca di corrispondente in Asia che per un anno ha vissuto senza mai prendere aerei: questo lavoro diventa un vero e proprio bestseller. A quest’ultimo fa seguito il libro “In Asia” (1998), a metà tra reportage e racconto autobiografico.
Nel 2002 pubblica “Lettere contro la guerra”, sull’intervento militare degli Stati Uniti in Afghanistan e sul terrorismo. Il libro, per i suoi contenuti decisamente forti, viene rifiutato da tutti gli editori di lingua anglosassone.
Inizia poi un “pellegrinaggio” che lo porta a intervenire in diverse scuole e incontri pubblici, appoggiando Gino Strada ed Emergency nella causa “Fuori l’Italia dalla guerra”.
Nel 2004 esce “Un altro giro di giostra”, viaggio nel bene e nel male del nostro tempo, alla ricerca di una cura contro il cancro di cui Terzani è affetto dal 2002. Il libro tratta del suo modo di reagire alla malattia – un tumore all’intestino – cioè quello di viaggiare per il mondo e osservare con lo stesso spirito giornalistico di sempre, le tecniche della più moderna medicina occidentale come quelle delle medicine alternative. Si tratta del viaggio più difficile da lui affrontato, alla ricerca di una pace interiore che lo porterà ad accettare serenamente la morte.
Tiziano Terzani muore a Orsigna (Pistoia) il 28 luglio 2004.
Il figlio Fosco Terzani pubblicherà poi nel 2006 una lunga intervista al padre dal titolo “La fine è il mio inizio”.
Altra opera postuma sarà “Fantasmi – Dispacci dalla Cambogia”, pubblicata nel 2008.Per informazioni visitare il sito ufficiale di Tiziano Terzani: http://www.tizianoterzani.com, oppure iscriversi a Govinda la newsletter ufficiale del sito, è gratuita e ti aggiorna su tutti gli appuntamenti che riguardano Tiziano Terzani (novità editoriali, iniziative culturali, mostre, reading ecc).
Fonte degli aforismi: www.pensieriparole.it

Fonte della biografia: www.biografieonline.it | Tiziano Terzani, un ricordo dieci anni dopo

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