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Holi Festival: i colori che annunciano la primavera

19 Mar , 2014  

Holi Festival: i colori che annunciano la primavera

L’Holi Festival è una pioggia di polvere colorata, una festa d’addio al freddo inverno e uno straripante benvenuto alle vibrazioni della primavera.
In India si celebra questa festa ovunque, di solito è cadenzata il giorno dopo Purnima, ovvero la luna piena dei primi di marzo e nella tradizione è bene augurante per i buoni raccolti futuri e per rendere omaggio alla fertilità della madre terra.

La tradizione dell’Holi Festival

Un’antica leggenda Purāṇa (पुराण) tramanda che il significato della festi di Holi trae la sua origine alla storia del malvagio re Hiranyakasipu e di suo figlio: il principe Prahlada.
Il re Hiranyakasipu aveva avuto il dono divino di non poter essere ucciso né da uomini né da animali, sia di notte che di giorno e questo lo rendeva così pieno di sé che si rifiutava di adorare Viṣṇu (विष्णु).
Al contrario, suo figlio Prahlada venerava Vishnu e criticava aspramente il padre per la sua mancanza di fede.
Hiranyakasipu tentò di uccidere il figlio più volte calpestandolo con gli elefanti, intrappolandolo con dei serpenti mortali e anche avvelenando il suo cibo ma il ragazzo era protetto dalla sua devozione verso Vishnu.
Come ultima risorsa Hiranyakasipu lo mise sulle ginocchia di sua sorella, la malvagia Holika (होलिका), che era immune al fuoco e sedeva tra le fiamme. Prahlada con fervore cantava il nome di Vishnu che anche in quell’occasione lo protesse dal rogo tanto ardente che la stessa Holika, infine, morì bruciata mentre il giovane principe Prahalada né uscì indenne.
La storia si conclude con la sconfitta del malvagio re Hiranyakasipu che venne divorato durante il crepuscolo dal leggendario Narhasimhan (metà uomo, metà leone).
La grande festa indù di colori, questo è l’Holi Festival; i colori sono il simbolo della vittoria del bene sul male e grandi falò illuminano la notte prima del festival.

La leggenda dell’Holi Festival

Un’altra famosa leggenda fa riferimento all’amore immortale tra Krishna e la sua bellissima consorte Radha.
Il giovane Krishna si lamentava con sua madre Yasoda del fatto che la sua pelle fosse scura mentre quella di Radha era chiara.
Yasoda, scherzosamente, gli disse di applicarsi del colore sul volte e il ragazzo, con fare malizioso, iniziò a schizzare infiniti colori su di lei.
Per questo L’Holi Festival dura, con sfarzo e grandiosità, ben 16 giorni nei giardini di Brindavan  e a Mathura, città natale di Krishna;  anche a Nandgaon e Barsnar, luoghi dove Krishna ha trascorso parte della sua vita terrena, si fanno grandi festeggiamenti: oltre il gioco di colori ci sono cortei colorati che trasportano idoli di Radha e Krishna con carri allegorici, con ballerini e con canti.
Si è celebra la stagione dell’amore, della gioia e della felicità.

L’Holi Festival

Ci sono altre leggende che riconducono alle origini di questa festa, una delle più antiche dell’India, molti riferimenti sono presenti nei Purāṇa (testi hindū di carattere principalmente celebrativo e cosmologico) ed in altre scritture sacre.
Il termine holi deriva da “hola”, preghiera o offerta come ringraziamento agli dei per il buon raccolto.

 

Articolo di:  Radha Pukan (liberamente tradotto)
Fonte: www.indiadivine.org
Photo credits: Colori per l’Holi in vendita al mercato di Mysorewww.wikipedia.org

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