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Oroscopo cinese: l’anno del cavallo secondo il feng shui, la poesia, la calligrafia e la pittura cinese

6 Feb , 2014  

l'anno del cavallo secondo il feng shui, la poesia, la calligrafia e la pittura

Cavallo al galoppo di Xu Beihong (® Lintao Zhang/Getty Images)

L’anno del cavallo

Quest’anno, il primo giorno del primo mese lunare cinese cade il 31 gennaio, ma secondo la tradizione cinese, i festeggiamenti della Festa della Primavera (春节) o Capodanno Cinese durano fino al 15° giorno del primo mese lunare, in cui ricorre la Festa delle Lanterne (元 宵节 letteralmente «Festa della Prima Notte).
Chiamata in cinese “yuánxiāo jié” la Festa delle Lanterne si contraddistingue perché durante il suo svolgimento si mangiano i tāng yuán ( 汤圆): delle palline di riso glutinoso con ripieno di pasta di sesamo, e si risolvono gli indovinelli scritti sulle lanterne rosse.
Il cavallo è l’animale che capisce meglio l’uomo, e nell’antichità era considerato il suo migliore amico e un mezzo di trasporto e di lavoro immancabile.
Nello Yi jing (I Ching) il cavallo è simbolo di nobiltà e di potere.
Si dice quindi che l’anno del cavallo sia un anno di impegno concreto e di successo, ma nelle buone cause, quindi non per gli speculatori!

Secondo lo zodiaco cinese, il 2014 è l’anno del cavallo

Un animale che piace a tutti, perché il cavallo simboleggia sincerità, diligenza, fiducia, e speranza di vittoria.

L’anno del cavallo nell’arte cinese

Il cavallo è uno dei soggetti preferiti dagli artisti cinesi: dai cavalli di terracotta che trainano i carri scoperti nel mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang  (秦始皇 lett. “letteralmente “Primo Imperatore della dinastia Qin”), nato con il nome di Ying Zhèng (嬴政) (Handan, 260 a.C. – Shaqiu, 210 a.C.), ai semplici cavalli in legno laccato di nero della dinastia Han, ai cavalli a tre colori della dinastia Tang; dalle sculture di pietra dei cavalli che calpestano gli Xiongnu della tomba di Huo Qubing, un famoso generale degli Han occidentali, ai sei destrieri in pietra dell’area sacrificale del mausoleo Zhaoling dell’imperatore Tang Taizong, Li Shimin; dal “dipinto dei 9 cavalli” di Caoba di epoca Tang al famosissimo dipinto dei cavalli al galoppo del grande maestro di arte moderna Xu Beihong; tutte queste opere, sculture, pitture, bronzi, o ceramiche, di stile realistico o romantico, presentano vivacemente lo spirito e l’aspetto intrinseco del cavallo.
Nella millenaria storia dell’arte cinese, il cavallo è sempre presente in tanti capolavori, perché è simbolo di diligenza e di capacità di portare fardelli e di galoppare.

L’anno del cavallo nella pittura cinese

Il famoso pittore Xu Beihong (徐悲鸿) ha realizzato molte opere incentrate sui cavalli; tutti i cinesi conoscono le sue figure di cavalli a inchiostro al galoppo.
Xu Beihong, vissuto dal 1895 al 1953, è un famoso pittore ed educatore d’arte.
Nato a Yixing, nel Jiangsu, andò ben presto in Francia a studiare la pittura occidentale.
Dopo il suo ritorno in patria, si dedicò all’insegnamento delle belle arti nelle università di Beijing.
Nel 1949 fu nominato rettore dell’Accademia centrale di belle arti.
Xu Beihong eccelle nella pittura di personaggi, animali, fiori e uccelli in uno stile realistico, e si distingue per l’integrazione della riforma della pittura tradizionale cinese con la tecnica pittorica occidentale.
Egli ha dato importanza alla luce e alla plastica, ha ricercato la struttura anatomica del soggetto e sottolineato il contenuto concettuale dell’opera, per cui ha influenzato moltisismo il mondo della pittura tradizionale cinese del suo tempo.
I suoi dipinti ad inchiosto nero e a colori sono famosi soprattutto per il tema del cavallo, con cui esprime il suo sentimento personale e di amore per la patria.
“Il cavallo al galoppo” è un’opera dell’autunno del 1941, al tempo della guerra di resistenza all’aggressione giapponese.
I giapponesi volevano sconfiggere completamente la Cina prima di lanciare la guerra nel Pacifico e costringere il governo del Kuomingdang a sottomettersi, per cui scatenarono le battaglie di Changsha per conquistare poi Chongqing, il centro del trasporto da nord a sud.
Durante la seconda battaglia di Changsha le truppe cinesi vennero sconfitte e la città fu occupata dai giapponesi.
Xu Beihong, che stava tenendo delle mostre in Malaysia per ottenere donazioni, saputo delle difficoltà in patria, pieno di ansia, dipinse in una notte “Il cavallo al galoppo” per esprimere la sua inquietudine.
I primi cavalli di Xu Beihong presentano uno stile quieto, poetico e letterario.
Dopo lo scoppio della guerra di resistenza al Giappone, egli capì che un artista non deve fermarsi all’ebbrezza individuale dell’arte, ma deve condividere il destino della patria, e inserire la creazione artistica nel calore della vita. Così il suo cavallo diventò un simbolo dello spirito nazionale in fase di risveglio.
Dopo il 1949, i suoi cavalli diventarono un simbolo di democrazia dopo centinaia di guerre e di strada spianata dopo mille difficoltà, sempre al galoppo, ma senza ansie e timori, e con in più gioia ed eccitazione.

L’anno del cavallo nella calligrafia cinese

In Cina anche la calligrafia è un’arte molto diffusa fra la popolazione.
Molte opere presentano lo spirito del cavallo con proverbi famosi.
Cavallo in cinese si dice “” ( 马 ), da cui il detto “mǎ dào chéng gōng” (马到成功)

l’arrivo del cavallo porta successo

e l’espressione “lóngmǎ jing sheng” (龙马精神),

lo spirito e il vigore del cavallo e del drago.

La calligrafia cinese presenta molti stili: regolare, sigillo, corsivo, ecc.
Per praticarla occorrono i quattro tesori dello studio del letterato: pennello, carta, inchiostro e calamaio.
Negli ultimi anni, sempre più bambini cinesi amano praticare la calligrafia.

L’anno del cavallo per il Feng Shui

Secondo la teoria del Feng Shui, l’anno del cavallo favorisce le direzioni sud-ovest, sud, nord, ovest, ma non il nord-ovest.
Quindi in casa si suggerisce di non mettere oggetti in direzione nord-ovest, e neanche vivere o lavorare in questa direzione, altrimenti ci saranno malattie e perdite finanziarie.
Nel 2014 la direzione più fortunata della casa è il nord, protetto da molte stelle di buon auspicio.
La parte nord è positiva, va mantenuta pulita e in ordine, e bisogna starci spesso.
Va anche mantenuta alla luce, in modo che ci sia vita, con il risultato di attirare la ricchezza.
Secondo il Feng Shui, nel 2014 la stella della ricchezza guarda a sud e a ovest.
Quindi, se mantieni la pulizia e l’ordine in queste due direzioni della casa, ti porterà fortuna e ricchezza.
I cinesi credono anche nel Ben Ming Nian (本命年), la corrispondenza dello zodiaco del proprio anno di nascita con quello dell’anno in corso.
Il 2014 è l’anno del cavallo, ed è il Ben Ming Nian di chi è nato negli anni 1954, 1966, 1978, 1990 e 2002.
In Cina, chi è del segno del cavallo, secondo l’usanza tradizionale, si veste di rosso, perché il rosso rappresenta fortuna e gioia, che possono aiutare ad affrontare le influenze negative.
Non soltanto i vestiti e la biancheria, ma anche braccialetti di fili rossi decorati d’oro, argento e giada, e cinture rosse.
Vestirsi di rosso è un conforto psicologico, la cosa importante è che tutti possono avere delle difficoltà, non solo nell’anno Ben Ming Nian, ma con un atteggiamento positivo, si possono superare.

L’anno del cavallo nella poesia cinese

Nell’antichità i letterati cinesi si esprimevano tramite la pittura, la calligrafia e la poesia; nella poesia, il cavallo interpretava il sentimento epocale del poeta.
Ecco un esempio da “Dopo aver superato l’esame imperiale” di Meng Jiao (孟郊), poeta della dinastia Tang.

Dimentica le difficoltà e i timori della vita!
Oggi figuro nella lista dorata,
la tristezza si dissipa in un attimo
e il cuore è immensamente felice!
Il cavallo galoppa sulle strade di Chang’an,
colme di fiori di primavera,
al punto che in un giorno riesco ad ammirarli tutti.

Meng Jiao supera gli esami imperiali a 46 anni, dopo due risultati negativi, per cui la vittoria lo solleva immediatamente dal dolore, portandolo all’apice della gioia.
All’inizio della poesia, esprime direttamente la sua folle gioia, dicendo che non vale la pena ricordare le passate difficoltà e preoccupazioni: figura nella lista dorata, quindi può sentirsi libero e felice!
Il terzo e il quarto verso descrivono il poeta al galoppo sulle strade di Chang’an, e la gioia di ammirare tutti i fiori della città in un sol giorno.
È un’esagerazione, perché nelle strade di Chang’an era impossibile andare al galoppo per via della folla, e anche ammirare i fiori in un sol giorno, perché la città era troppo grande.
Tramite il galoppo del cavallo nella poesia, possiamo percepire la gioia e la commozione del poeta che ha superato l’esame imperiale.
Dal testo sono anche nati due proverbi: Chunfengdeyi – la gioia della brezza primaverile – e Zoumaguanhua – ammirare al galoppo i fiori lungo la strada.
Ecco un’altra poesia, che esprime l’ambizione di un eroe per una grande causa,  opera del famoso politico, militare, letterato e calligrafo cinese Cao Cao: Uscendo a piedi dalla porta Xia anche se la tartaruga è longeva”.
Cao Cao è conosciuto soprattutto per il suo talento militare: la battaglia di Guandu, avvenuta nel 200 d.C., è un simbolo di vittoria di pochi contro i molti ad opera proprio di Cao Cao.
Nel luglio del 207 d.C., Cao Cao, con l’ideale di unificare il nord della Cina, scatenò guerra alla minoranza Wuhuan.
Grazie al suo talento e alla sua comprensione dell’avversario, la sconfisse subito, unificando così la regione.
Tornato al campo, Cao Cao era ancora in ansia, e non riusciva a tranquillizzarsi.
Pensava: a nord le minoranze sono pacificate, ma a sud Sun Quan e Liu Bei sono ancora forti. La causa dell’unificazione del paese non è ancora stata realizzata. Al tempo Cao Cao aveva già 53 anni, ma con questa missione sulle spalle, non poteva tirarsi indietro.
Con l’orgoglio e l’entusiasmo per la causa, si alzò e compose la poesia “Uscendo a piedi dalla porta Xia – anche se la tartaruga è longeva”.

Anche se la tartaruga è longeva, un giorno muore.
Il serpente-drago può volare, ma alla fine diventa polvere.
Il vecchio cavallo sta nella stalla, ma pensa ancora a correre.
Il cavaliere è invecchiato, ma è ancora pieno di ambizione.
La vita non dipende solo dal destino,
con una buona pratica, si può vivere in eterno.

La poesia presenta il coraggio di Cao Cao, il suo amore per la natura, la sua sfida del destino e delle difficoltà e i suoi alti ideali.
Dimostra anche il suo orgoglio e la sua determinazione per la riforma del paese e l’unificazione della patria.
Il poeta realizza il senso della vita: nascita, invecchiamento, malattia e morte, ma non si scoraggia, e vuole ovviarvi con la realizzazione della sua causa.

Fonte: www.italian.cri.cn | Oroscopo cinese: l’anno del cavallo secondo il feng shui, la poesia, la calligrafia e la pittura

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