filosofia e medicina tradizionale cinese

Agopuntura: la storia, le origini e il ritorno

17 Ott , 2012  

agopuntura, la storia, le origini e il ritorno

photo credit: Photograph: AP

L’Agopuntura rappresenta, per il mondo occidentale, il simbolo della scienza medica cinese.

È una metodica antichissima, molto complessa e strutturata, che prevede la stimolazione d’aree ben definite e codificate della superficie corporea, gli agopunti, mediante l’infissione di aghi filiformi, nell’intento di interagire con l’omeostasi corporea.

Le origini dell’Agopuntura

L’agopuntura è nata, probabilmente, con il genere umano, in risposta alla necessità di lenire la sofferenza e contrastare la malattia.
Scavi archeologici in Cina hanno portato alla luce strumenti in pietra, riferibili al periodo Neolitico (circa 2000 a. C.), aventi le caratteristiche degli aghi Bian, o aghi di pietra, tanto spesso citati nei testi antichi di medicina cinese.
Reperti datati posteriormente hanno l’aspetto di aghi in osso, bambù, porcellana e bronzo.
Si hanno prove certe che già intorno al 500 a.C. fossero disponibili aghi sottili in metallo.
L’interpretazione di alcuni pittogrammi della scrittura orientale reperiti su ossa e suppellettili in bronzo dimostrerebbe che già verso il 1000 a.C. in Cina si utilizzavano i termini specifici “agopuntura” e “ago-moxibustione” o ago infuocato.

L’evoluzione dell’Agopuntura

Durante i mille anni del regno della dinastia Zhou (1123-221 a.C.), l’agopuntura conobbe uno dei suoi momenti di maggior sviluppo.
Si vide il fiorire di molte scuole di pensiero, che esercitarono grande influsso anche nei secoli successivi, quali la Scuola Confuciana o dei Dotti o Letterati, la Scuola del Tao o Taoista e la Scuola Yin-Yang o Naturalista. Il confronto fra queste varie condotte di pensiero portò alla sistematizzazione dei concetti basilari della cultura cinese in senso globale, medicina compresa, formando un intreccio filosofico-scientifico da allora mai più sciolto.
Nel periodo definito degli Stati Combattenti (475-221 a.C.) avvenne la stesura e pubblicazione del testo considerato ancora oggi il cardine della medicina cinese, lo Huang Di Nei Jing o Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo (giallo=colore della dinastia regnante).
È un trattato è composto da 18 libri, diviso in due parti di nove capitoli ognuna: il Ling Shu o Perno Miracoloso-Asse dello Spirito, ed il Su Wen o Libro delle Domande Fondamentali. Riassume tutte le conoscenze e le esperienze riguardanti la materia medica e rappresenta l’intero patrimonio filosofico, culturale e scientifico fino ad allora tramandatosi oralmente. È tuttora considerato uno dei massimi testi di medicina antica, equiparato al Corpus Hippocraticum e rappresenta la fonte principale degli insegnamenti proposti dalle attuali scuole di agopuntura tradizionale.
Vi sono esposte tutte le leggi fondamentali della medicina cinese, come la teoria dello Yin e lo Yang, dei Cinque Elementi, dei Canali e dei collaterali, degli Organi e Visceri, dell’Energia, Sangue e Liquidi organici. Dimostra come a quell’epoca la medicina cinese fosse già materia medica completa e strutturata secondo i canoni usuali di anatomia, fisiologia, patologia, semeiotica, clinica e terapia.
Questo significa che l’agopuntura era impostata, studiata e praticata in Cina, esattamente come la conosciamo ora, già molti anni prima di Cristo.
Essa godeva di grande considerazione presso la corte imperiale, gli alti dignitari e gli aristocratici. I medici “ufficiali” venivano formati presso l’Accademia Imperiale seguendo un corso di studi severo e impegnativo.
Anche la popolazione di più umile condizione, però, si affidava alla agopuntura, esercitata dai cosiddetti “medici scalzi”, studiosi autodidatti o depositari dell’arte medica dei propri familiari.
L’agopuntura era quindi diffusa su tutto il territorio estremo-orientale.
Nel periodo della Dinastia Song (960-1271 d.C.) venne pubblicato il “Classico illustrato dei punti di agopuntura e moxibustione basati sull’uomo di bronzo”, con il quale si definì con estremo rigore la localizzazione dei punti di agopuntura, la loro esatta profondità di infissione e il percorso dei meridiani.
Questo trattato accompagnò l’introduzione nel corso di studi in medicina della “statua di bronzo” utilizzata per la valutazione didattica degli studenti: si trattava di una statua a grandezza naturale, cava all’interno e forata sulla superficie dai punti di agopuntura. La statua veniva ricoperta interamente da uno strato di cera e riempita d’acqua: solo la puntura precisa degli agopunti da parte del candidato faceva zampillare l’acqua dal foro, condizione indispensabile per superare la prova d’esame.
Il Classico illustrato dei punti fu considerato tanto importante da essere inciso su due enormi tavole di pietra erette nel centro della città di Bianliang, allora capitale del regno, per essere consultato dai cultori dell’agopuntura.
Nel periodo della dinastia Ming (1368-1644 d.C.) l’agopuntura conobbe il massimo splendore.
Operarono e lasciarono scritti medici prestigiosi, tra i quali Li Shi Zhen (1518-1593) che compilò, fra gli altri, il Ben Cao Gan Mu o Compendio di Materia Medica, testo fondamentale di fitofarmacologia.

L’abbandono dell’Agopuntura

L’ultima dinastia regnante Qing (1644-1911), vide in un primo momento la medicina cinese impegnata ad arginare le malattie epidemiche e diffusive causate dalle guerre, dalle invasioni, dalle carestie e dalla povertà del tempo.
Verso la fine del 1700, però, ebbe inizio il fenomeno complesso e per certi versi di difficile comprensione del decadimento progressivo del prestigio dell’agopuntura. Nel testo “Storia della medicina cinese”, del 1757, l’agopuntura viene indicata come un’arte in via di estinzione perchè non vi erano più maestri in grado di istruire i giovani. I medici oramai preferivano il trattamento farmacologico all’uso sapiente degli aghi, atteggiamento sostenuto anche dal forte influsso della filosofia confuciana, che vietava il denudamento anche di piccole zone del corpo perché ritenuto una offesa alla sacralità corporale.
Nel 1822 l’Agopuntura fu definita dal governo “non adatta a servire le classi più elevate” in quanto la minima esposizione del corpo nudo rappresentava “un’offesa alla decenza ed al buon gusto”.
Anche i contatti con il mondo occidentale contribuirono notevolmente al decadimento dell’agopuntura. I paesi colonizzatori imposero il pensiero scientifico e accademico occidentale e mossero critiche ripetute e aspre alla medicina tradizionale della Cina, definendo la terapia con gli aghi come uno “strumento di tortura professionale”.
Nel 1908 i corsi di agopuntura furono cancellati dai programmi didattici della Accademia Imperiale e le scuole di medicina tradizionale vennero sostituite da insegnamenti di stampo occidentale.
I pochi medici agopuntori superstiti furono osteggiati e costretti ad operare in regime di semiclandestinità. Dopo la caduta del regime imperiale e l’avvento della Repubblica di Sun Yat-sen, nel 1912, il governo cinese ricevette continue pressioni per mettere al bando la medicina tradizionale della Cina.
Nel 1922 il Kuomingtang ne decretò l’abolizione.

Il ritorno dell’Agopuntura

L’agopuntura riuscì a risollevarsi dal suo periodo più buio e a non essere interamente soppiantata dalla medicina occidentale certamente grazie alle sue profonde radici nella cultura popolare.
Il popolo cinese, continuando ad affidarsi alla cura con gli aghi, specialmente nei villaggi rurali, mantenne vivo quel tesoro collettivo custodito e tramandato nel corso dei millenni.
Dopo l’avvento della Repubblica Popolare di Mao Ze Dong, dal 1954 si diede un nuovo impulso alla medicina tradizionale, incentivando il recupero del patrimonio culturale e scientifico dell’antica Cina: scuole, accademie, università, ospedali di agopuntura vennero nuovamente istituiti.
Attualmente coesistono in Cina entrambe le Scienze Mediche, la occidentale, con uso di strumenti diagnostici e terapeutici moderni, e la tradizionale cinese, strutturata secondo i canoni classici.

Bibliografia Agopuntura

  • Sotte L., Di Chiara M. Agopuntura, l’antica scienza cinese della salute. Milano: Fenice 2000, 1995, pag. 12-13
  • Shanghai College of Traditional Chinese Medicine. A Pratical English-Chinese Library of TCM. Basic Theory of Traditional Chinese Medicine, vol. I. Shanghai, 1990, pag. 2
  • Istituto Paracelso, Esperienza & Progresso, l’agopuntura, la farmacologia, l’igiene nella Medicina Cinese. Roma: Edizioni Paracelso, 1987, pag. 178, 215
  • Calò V. L’Agopuntura. Roma: Newton, 1994, pag. 13
  • Di Concetto G., Sotte L., Pippa L., Muccioli M. Trattato di Agopuntura e Medicina Cinese Vol. 1. Torino: UTET, 1992, pag. 20, 22

Fonte | www1.popolis.it

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