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Dalai Lama: una breve biografia di Tenzin Ghiatzo

12 Feb , 2012  

Dalai Lama: una breve biografia di Tenzin Ghiatzo
Creative Commons License photo credit: pheezy

Il Dalai Lama può essere considerato il simbolo vivente della cultura Tibetana.

È la principale autorità spirituale del Tibet, nonché il detentore del potere temporale prima della drammatica invasione cinese.
Viene considerato dal suo popolo e da milioni di buddisti nel mondo una emanazione di Cenresig, il Buddha della Compassione.
Singolare era la procedura attraverso la quale venivano scelti in Tibet i Dalai Lama.

Così avvenne il riconoscimento del piccolo Tenzin Ghiatzo quale reincarnazione del precedente XIII Dalai Lama

Nacque il 6 luglio del 1935 a Takstern nella provincia dell’Amdo (nei pressi del confine con la Cina).
Poco dopo la morte del XIII Dalai Lama, dove giaceva il suo corpo, spuntò un gigantesco fungo a forma di stella e apparvero ripetuti arcobaleni in direzione nord orientale e qualche giorno più tardi anche la testa del defunto Dalai Lama si voltò verso nord-est.
Esiste un lago sacro chiamato Lamo Lhatzo le cui acque avrebbero il potere di mostrare il futuro, esse manifestarono ai grandi Lama sopraggiunti la visione di un monastero dai tetti d’oro e di giada, dal monastero scendeva verso oriente un sentiero che conduceva ad una casa con le tegole color turchese, un cortile, un bambino e un cane pezzato di bianco e marrone.
Apparvero infine tre lettere dell’alfabeto tibetano che indicavano, si presumeva, le iniziali del luogo  e della provincia esatti.
Guidati dalla visione, i Maestri viaggiarono per mille miglia fino al monastero Kumbum dai tetti d’oro e di giada, e giunsero ad una casa dal tetto color turchese e travestiti da mercanti, chiesero ospitalità, egli riconobbe subito una collana che il Lama aveva al collo che era appartenuta al precedente Dalai Lama.
Il bambino parlava il raffinato dialetto di Lhasa, città di residenza dei Dalai Lama, dialetto che in quella provincia nessuno conosceva.
I Maestri se ne andarono e ritornarono poco tempo dopo e sottoposero il bimbo a una serie di prove, mostrando gli oggetti appartenuti al XIII Dalai Lama confusi in mezzo a copie abilmente contraffatte; ogni volta il piccolo sceglieva quella giusta ed affermava che quegli oggetti gli appartenevano.
Quando partì felice con i Lama alla volta di Lhasa, aveva soltanto tre anni e mezzo.
Giunti a Lhasa vennero fatte ulteriori prove fra le quali il riconoscimento sul suo corpo degli otto segni appartenenti a
tutti i precedenti Dalai Lama.

Da quel momento Tenzin Ghiatzo venne considerato supremo capo spirituale e temporale del Tibet.

Studiò scienze, matematica, inglese, filosofia buddista. Nel 1950, in ottobre la Cina comunista invase il Tibet.
A sedici anni non compiuti, Tenzin Ghiatzo fu costretto ad assumere il pieno potere temporale, cercando un compromesso con i cinesi durato nove anni.
Ma nel marzo del 1959, l’Esercito di Liberazione cinese uccise in un solo giorno più di 87.000 tibetani: il Dalai Lama fu costretto a fuggire da Lhasa, seguito da più di 100.000 profughi.
Dopo un drammatico viaggio il Dalai Lama arrivò in India dove ottenne asilo politico.
Dal 1960, Tenzin Ghiatzo, vive a Dharamsala, nell’India settentrionale, dove svolge un’instancabile attività in difesa del suo popolo e della preservazione della cultura tibetana.
 S.S. il Dalai Lama ha praticato la politica della non-violenza, anche di fronte ad una brutale aggressione, un’attitudine che lo ha portato ad essere insignito del Premio Nobel per la Pace, nel dicembre 1989, primo cittadino asiatico a ricevere tale riconoscimento.
Ha toccato il cuore di moltissime persone di differenti culture e religioni, con la semplicità.
Oggi anche molti occidentali con l’occhio puntato sull’oriente, considerano il Dalai Lama come una delle massime autorità spirituali, se non l’autorità spirituale per eccellenza.
Come dice Robert Thurman: “Sua Santità Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama del Tibet, possiede varie identità principali. È un monaco buddhista nell’ordine religioso fondato da Buddha Shakyamuni intorno al 525 a.C. e rivitalizzato in Tibet da Lama Tzong Khapa nel 1400: è quindi un portavoce dell’antica tradizione educativa buddhista. È una reincarnazione del Buddha Avalokiteshvara, l’arcangelo buddhista Mahayana della compassione, e in special modo il salvatore dei Tibetani. È il re del Tibet, tragicamente in esilio dal 1959, quindi il difensore dei diritti e delle libertà del suo popolo. È anche un maestro vajra dei mandala esoterici del tantra dello yoga supremo, specialmente del Kalachakra (La ruota del tempo), quindi profondamente – e forse profeticamente – coinvolto nell’evoluzione positiva di tutta la vita intelligente, nel nostro sacro ambiente su questo pianeta”.

Sua Santità il Dalai Lama ama spesso definirsi e firmarsi molto semplicemente: Tenzin Ghiatso, monaco buddhista.

Il titolo di Dalai, che significa oceano (di saggezza), venne conferito dal principe mongolo Altan Khan al terzo successore di Lama Tzong Khapa e poi ereditato da tutti i suoi successori.
Si ritiene che tutti i Dalai Lama, in quanto manifestazione del Buddha della Compassione (Cenresig in tibetano e Avalokitesvara in sanscrito), rinascano con l’unico scopo di guidare alla felicità quanti più esseri senzienti possibile, senza nessuna distinzione di sesso, religione, classe, etnia o altro.
Tenzin Gyatso nacque nel 1935, da famiglia contadina, in un piccolo villaggio nel nord-est del Tibet.
Nel 1940 fu riconosciuto ufficialmente quale reincarnazione del suo predecessore, il 13° Dalai Lama.
I suoi studi accademici iniziarono a sei anni e si conclusero a venticinque, con i tradizionali esami-dibattito che gli valsero il titolo di ghesce lharampa (dottorato di filosofia buddhista).
Nel 1950, a soli quindici anni, assunse i pieni poteri politici del suo paese -capo di stato e di governo – mentre il Tibet stava faticosamente trattando con la Cina per impedire l’invasione del proprio territorio.
 Nel 1959 fallirono tutti i tentativi di far rispettare alla Cina – che nel frattempo si era arbitrariamente annessa una parte del Tibet – gli impegni di un trattato che prevedeva l’autonomia e il rispetto religioso dei tibetani.
In seguito alla minacciosa occupazione dei cinesi, il Dalai Lama fu costretto a lasciare Lhasa clandestinamente e a chiedere asilo politico all’India.
Da allora l’esodo continuo dei tibetani dal proprio paese è una grave realtà.
Dal 1960 il Dalai Lama vive a Dharamsala, un piccolo villaggio sul lato indiano delle montagne himalayane, sede del governo tibetano in esilio.
In tutti questi anni egli si è dedicato a difendere i diritti del popolo tibetano contro la dittatura cinese, in modo nonviolento ma deciso e chiedendo aiuto a tutti gli organismi democratici internazionali.
Nello stesso tempo il Dalai Lama non ha mai smesso di dare insegnamenti e iniziazioni in varie parti del mondo e di fare appello alla responsabilità individuale e collettiva per un mondo migliore. Nel 1989 è stato insignito del Premio Nobel per la Pace.
Per le sue doti di intelligenza disarmante, comprensione e profondo pacifismo, il Dalai Lama è uno dei più rispettati leader spirituali viventi.
Nel corso dei suoi viaggi, ovunque si trovi, egli supera ogni barriera religiosa, nazionale e politica, toccando il cuore degli uomini con l’autenticità dei suoi sentimenti di pace e di amore, di cui si fa instancabile messaggero.
Forse ciò che è accaduto in questa vita al Dalai Lama ha origini karmiche (niente avviene per caso) e contribuisce ad un’ampia sensibilizzazione di massa che in effetti aumenta esponenzialmente, giorno dopo giorno, ora dopo ora.

Fonte | www.users.libero.it/aetos

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