astrologia e numerologia

Astrologia: i giorni del calendario Egizio

12 Gen , 2012  

Astrologia: i giorni del calendario Egizio
Creative Commons License photo credit: Mr Fogey

L’introduzione del calendario egizio risale al 4244 a.C., si è giunti alla sua origine dalla misurazione delle gallerie della Piramide di Cheope dove, per ogni pollice di lunghezza, corrisponde un anno di 360 giorni.
L’estensione è pari a 4800 pollici che indica un periodo di 4800 anni.
Anche le incisioni sulle pareti dei corridoi segreti confermano la funzione del calendario egizio.
Il periodo rappresentato nel calendario corrisponde al XV secolo a.C., un antichissimo percorso astrologico che comprende le 12 porte celesti, più precisamente nel periodo di passaggio dell’era del Toro (creazione) a quella dell’Ariete (osservazione).

Questo calendario egizio, solare e razionale, dei giorni fausti e nefasti (giorni buoni e cattivi) riportava le date delle feste e degli avvenimenti più importanti della vita dei mortali e ricordava i giorni della nascita degli dei.
Nel sacro calendario egizio, inoltre, ogni ora ed ogni giorno era presieduto da una divinità che interveniva nella vita quotidiana degli uomini.
Per indicare un giorno veniva segnalato l’anno del regno del sovrano, il mese della stagione ed il giorno.
Nel calendario egizio, l’anno, era diviso in 12 mesi di 30 giorni, ogni mese comprendeva 3 decani.
Ogni quattro mesi c’era una stagione:
– da ottobre a gennaio Akhet, la stagione dell’inondazione.
– da febbraio a maggio Pert, la stagione della germinazione.
– da giugno a settembre Shemu, la stagione del calore.
Nel 2769 a.C., duranta la quarta dinastia, il saggio Imhotep modificò il calendario egizio aggiungendo 5 giorni, i cosidetti giorni epagomenoi o Neter, nei queli nascevano gli dei.
Nel primo giorno veniva festeggiata la nascita di Osiride, nel secondo Horus, nel terzo Seth, nel quarto Iside e nel quinto Nephthys.
I dodici mesi così suddivisi presero il nome di anno vago dato che era 1/4 di giorno più corto dell’anno vero.
Esisteva anche l’anno di Dio o anno fisso che corrispondeva all’anno giuliano.
L’anno vago coincideva con quello fisso ogni 1460 anni.
Il primo giorno dell’anno fisso era il giorno che iniziava con il levare eliaco di Sirio.
Attraverso la determinazione di questi due anni si è potuto ricavare la storia delle dinastie faraoniche.
Nel 238 a.C. si migliorò il calendario egizio con il “decreto di Canopo”, ci fu l’introduzione dell’anno bisestile, questa configurazione fu adottata da Giulio Cesare nel 46 a.C.
Nel 1582 ci furono altri perfezionamenti a opera di Gregorio XIII che ricorsa l’aspetto del nostro moderno almanacco.
L’anno egizio iniziava il giorno in cui Sirio sorgeva al levar del sole.
Fenomeno chiamato levarsi eliaco della stella di Sirio combaciava con la piena del Nilo.
L’anno egizio aveva 365 giorni e 6 ore, il suo inizio tardava di un giorno ogni 4 anni.
Affinchè l’anno cosmico e l’anno ufficiale coincidessero bisognava attendere 1461 anni.
Questo ritardo fece notare che l’estate del calendario corrispondeva con la stagione invernale reale, da qui nacque il nome di anno vago.
Il ciclo di 1461 anni prese l’appellativo di ciclo sotiaco e permise di teorizzare un’altra data dell’originale calendario: 2783 a.C.

Fonte | www.scienze-esoteriche.com

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