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Astronomia: un “diamante” cosmico

11 Ott , 2011  

Visione schematica del sistema pulsar-pianeta PSR J1719-1438 con al centro la pulsar che compie una rotazione attorno al proprio asse in 5,7 millesimi di secondo e, tratteggiata, l’orbita del pianeta in confronto alle dimensioni del Sole (rappresentato in giallo). Swinburne Astronomy Productions, Swinburne University of Technology.

In un lontano passato, probabilmente, era una stella massiccia, poi è si è trasformata in un pianeta con una peculiarità, essere composto principalmente di carbonio allo stato cristallino, di cui il diamante è una delle sue forme più pure.
È questa la conclusione a cui è giunto un gruppo internazionale di ricercatori, tra i quali 4 radioastronomi italiani dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari.
Le pulsar (stelle di neutroni in rapida rotazione) sono oggetti molto particolari e sono costituite da ciò che rimane di stelle massicce al termine del loro breve percorso evolutivo.

Le loro dimensioni sono piccolissime (circa 20 km di diametro), pur contenendo buona parte della massa della stella originaria (la loro densità media è dell’ordine delle 200 milioni di tonnellate al centimetro cubo!), ruotano attorno al proprio asse in maniera vorticosa (possono effettuare sino a un migliaio di giri al secondo) ed emettono onde radio in fasci conici, comportandosi dunque come un radiofaro cosmico.
Utilizzando il radiotelescopio di Parkes (Australia), gli astronomi hanno scoperto una pulsar, denominata PSR J1719-1438, situata a circa 4.000 anni luce dalla Terra in direzione della costellazione del Serpente.
Analizzando con estrema accuratezza la serie degli impulsi radio provenienti da questo oggetto, è risultato che essi anticipavano e ritardavano in modo sistematico, con ciò indicando la presenza di un pianeta in orbita attorno alla pulsar.

Successive osservazioni, effettuate con il radiotelescopio Lovell (Gran Bretagna) e con il telescopio Keck da 10 metri di apertura dell’Osservatorio di Mauna Kea (Hawaii), hanno permesso di stabilire che questo strano pianeta percorre un’orbita circolare in circa 2 ore e 10 minuti ad una distanza dalla pulsar di soli 600.000 km (poco meno del raggio del Sole). La massa di questo oggetto è di poco superiore a quella di Giove, ma il suo diametro è inferiore alla metà di quello del pianeta gigante del Sistema Solare.
Ne risulta una densità molto più elevata di quella caratteristica dei corpi di massa planetaria.
In base a queste e ad altre evidenze, il pianeta dovrebbe essere composto in gran parte di carbonio e di ossigeno allo stato cristallino.
Come noto, il diamante rappresenta una delle forme cristalline del carbonio e di qui l’ipotesi che buona parte del pianeta abbia una struttura simile a quella della gemma più pregiata.
La formazione di questo pianeta sarebbe a sua volta del tutto inusuale: rappresenterebbe, infatti, il residuo di una stella massiccia, la cui materia gassosa che costituiva gli inviluppi esterni è stata travasata per quasi il 100% verso la pulsar durante un processo, ormai concluso, che ha fatto accelerare questo oggetto supercompatto fino ad un periodo di rotazione di oltre 170 giri al secondo.
In pratica, è stata denudata dalla stella compagna che al massimo le ha lasciato un sottilissimo velo atmosferico di qualche centinaio di metri di spessore, che avvolge un corpo solido eccezionale perché costituito in gran parte da carbonio e ossigeno allo stato cristallino: un gigantesco diamante cosmico.
Articolo di Mario Di Martino

Fonte | www.focus.it

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