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Estate: in vacanza con la valigetta ‘ortosoccorso’

5 Lug , 2011  

Manzanilla
Creative Commons License photo credit: Jonathan Rubio

Estate, vacanze, mare, sole.
Ma anche insetti, pesci che pungono, meduse, scottature.

È bene sapere cosa fare per questi piccoli inconvenienti, quando la farmacia è lontana.
Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di medicina naturale dell’ospedale di Empoli, ci dà qualche consiglio su questa sorta di valigetta di ‘orto-soccorso’ da portare con noi in vacanza.
Cominciamo dalla puntura d’insetti: la vespa o l’ape infastidita, il tafano.
Subito la cipolla. Una fettina di cipolla, sulla parte colpita ha un effetto di sedazione e antidolorifico.
Se il dolore e il gonfiore sono forti, meglio ancora una foglia di menta, ridotta in poltiglia e strofinata sulla pelle.
Contro gonfiore e dolore il freddo è comunque d’aiuto: ghiaccio, ma anche qualsiasi altra cosa si trovi nel frigo, dal gelato alla polpa di un frutto, come quella del melone, che è anche un buon rimedio per le scottature.
Se in mare mettete il piede su una tracina, bene sarebbe avere sottomano dell’olio essenziale di menta, che può venir utile anche per massaggi sulle tempie contro il mal di testa.
In alternativa, ma più difficile da trovare, l’olio di canfora, un altro eccellente analgesico naturale. Se non li avete in borsa, allora, camminare nella sabbia calda aiuta a lenire gli effetti del veleno, ma anche un cubetto di ghiaccio può andare bene.
Diversa cosa se si è stati ‘toccati’ da una medusa: quelle velenose determinano delle vere ustioni chimiche sulla pelle.
Un buon rimedio può essere un gel di aloe, o anche una foglia di questa pianta succulenta aperta e passata sull’arrossamento.
Bene l’aloe anche per le ulcerazioni nella bocca, ma meglio la salvia antibatterico naturale efficacissimo anche per mal di gola e tonsilliti.
Il sedano, ha delle qualità cicatrizzanti importanti e agisce rapidamente. Sedano frullato applicato in loco èun eccellente rimedio contro arrossamenti, ulcerazioni, piccole ferite, mentre in decotto e’ un antico rimedio per i geloni.
Avete mangiato troppo? Qualcosa vi è rimasto sullo stomaco?
Fatevi un decotto di rosmarino, gradevole di sapore, di effetto rapido.
Per la diarrea del viaggiatore, invece il the.
Firenzuoli suggerisce una ricetta: mettere le foglie di the a freddo nell’acqua e portare ad ebollizione per un minuto.
Aggiungere un chiodo di garofano e corteccia di cannella. Poi lasciare mezz’ora in infusione.
Anche per la camomilla, utile contro la gastrite, è fondamentale mettere sempre i fiori nell’acqua a freddo per meglio trarne le qualità benefiche.
Un infuso di fiori di ibisco – noto anche come karkadè – è invece un buon rimedio contro l’ipertensione e lo stress da viaggio. Scegliere però solo i fiori rossi o di altro colore scuro ricchi di antiocianine, sono loro che fanno bene.
Per stiramenti, dolori articolari, infiammazioni degli arti invece c’è la foglia di cavolo, cruda, ridotta in poltiglia e applicata come impacco: aiuta a ridurre l’edema ed è un buon antinfiammatorio.
La propoli, poi – consiglia Firenzuoli – non dovrebbe mai mancare nella valigetta dell’orto-soccorso, in tintura da applicare come disinfettante e antibatterico naturale la’ dove ve ne sia bisogno, magari sull’erpes che vi è tornato sulle labbra per le fatiche della villeggiatura.

Fonte | www.focus.it

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