filosofia e medicina indiana, ayurveda

Massaggio ayurvedico: il terapeuta

15 Nov , 2010  

massaggio ayurvedico, terapeuta, professione

La nona parte sul Massaggio Ayurvedico pubblicata sul sito del Maestro Sirio.
Coloro che considerano di intraprendere una simile professione dovrebbero farlo se si sentono portati ad aiutare gli altri e sentono un’inclinazione spontanea verso questo tipo di vita.
Il motivo principale non dovrebbe essere quello di guadagnarsi da vivere, anche se questo è un aspetto della cosa, ma il voler aiutare la gente a sperimentare, attraverso il massaggio, benessere profondo e armonia.

La vita moderna è estremamente complessa e stressante, per stare al passo con quel che lavoro e famiglia richiedono bisogna darsi molto da fare, correre all’impazzata per riuscire a fare tutto quel che i nostri impegni esigono.
Inoltre le ostilità fra le persone: sia fra genitori e figli, sia tra vicini, sia sul posto di lavoro, rende tutto ancor più complicato per cui, ora di sera ci si sente sfiniti.
Il traffico fa la sua buona parte, in queste grosse città ci sono spesso semafori, ingorghi, deviazioni per l’incidente, per i lavori in corso ecc… per cui il sistema nervoso e la mente sono super eccitati, bombardati e il sonno, che spesso non è di buona qualità, non basta per ridare la calma e il riposo.
Il giorno dopo si ripete la stessa catena di eventi e si arriva a punti in cui sembra impossibile continuare a vivere.
D’estate le persone cercano di rilassarsi andando al mare o in campagna nei fine settimana, svagandosi in un ambiente naturale e piacevole, d’inverno è anche impossibile fare questo per cui nasce un vero e vitale bisogno di trovare qualcosa che aiuti la gente a rilassarsi, a sciogliere le proprie rigidità e tensioni ad esperimentare benessere che gli dia la forza di andare avanti e affrontare la sfida della vita.
Le persone più sagge cercano vari modi per sopperire a questo: vanno a fare lo Yoga presso qualche istruttore, imparano a fare il Tai Chi, cercano un Maestro spirituale che gli insegni la meditazione per trovare la loro pace in se stessi ricorrendo alle proprie risorse interne.
Comunque, questi sono una percentuale minima, la stragrande maggioranza non fa proprio niente per stare bene, tutto quel che san fare e di stare per ore e ore davanti al televisore, andare al bar a giocare a carte in un ambiente pieno di fumo e di nicotina in cui non si fa altro che criticare, bestemmiare o parlare in modo volgare.
Spesso si rintronano a metà o completamente con birra, vino e alcolici e così si preparano ad affrontare un’altra giornata o settimana di lavoro.
Quando infine si manifesta una malattia grave vanno dal medico, fanno le analisi e si fanno ricoverare.
Il fatto è che spesso si trovano ad essere curati da medici che stanno peggio di loro, hanno gli stessi difetti e lo stesso stile di vita.
L’aiuto che riescono a dare è sempre tramite antibiotici, cortisone e operazioni spesso mal riuscite e in certi casi inutili o dannosissime.
Tuttavia come dicevo prima, vi sono sempre più persone che fanno ricorso alla medicina naturale e preventiva per ritrovare il loro equilibrio e armonia e questi sono coloro che si rivolgono a un terapeuta per aiuto.
Quindi il terapeuta deve essere una persona che sappia aiutare la gente a ritrovare la sua pace e per far questo deve innanzitutto essere in pace egli stesso.
La sua persona deve irradiare calma, profondità e fiducia di modo che coloro che si recano da lui o lei si sentano subito a loro agio e si sappiano abbandonare fiduciosi nelle sue mani.
Quindi un terapeuta o un massaggiatore deve essere in grado di avere un grande autocontrollo e non permettere di trovarsi coinvolto sentimentalmente con le sue clienti altrimenti invece di beneficiarle a lungo andare arrecherà loro più male che bene.
È necessario mantenere sempre la giusta obiettività e distacco e sebbene si debba sempre essere amorevoli con tutti e tutte, non bisogna permettere al proprio lato umano di prevalere specialmente con coloro con le quali si sente un’attrazione spontanea. In quei casi, quando non si riesce a mantenere il distacco è meglio interrompere il rapporto terapeutico e cambiare massaggiatore.
In sostanza, si può lavorare con persone del sesso opposto solo se si è raggiunto un notevole autocontrollo e si riesce a mantenere un rapporto professionale.
Vi sono tantissimi medici di ogni tipo e terapeuti che in questo campo sono molto carenti e si abbandonano a tantissime avventure con le loro pazienti sciupando così la loro immagine professionale.
Ebbene, questo lavoro per essere ben fatto da tutti i punti di vista, richiede un carattere impeccabile, un grande autocontrollo, un grande amore per tutti indistintamente (sia per chi ci piace che per chi non ci piace) e tanti buoni sentimenti per chiunque si rivolga a noi.
Non deve esistere il fatto che “quello mi sta antipatico mentre quello mi è simpatico” bisogna avere un cuore capace di vedere il buono e il bello in tutti senza considerare i loro difetti.
Durante il massaggio si stabilisce un flusso magnetico, quasi telepatico, fra chi da e chi riceve, quindi bisogna stare molto attenti a quel che si pensa dell’altro poiché reagirà istantaneamente secondo il tipo di onda pensiero inviata.
Da ciò si può dedurre che bisogna essere vicini a un ideale di perfezione e bisogna aver fatto e continuare a fare un grande lavoro su se stessi attraverso l’autoanalisi e la meditazione per liberarsi dai propri limiti e imperfezioni.
In India è tradizione che i maschi massaggiano i maschi e le donne le donne; questo è per impedire che si scivoli in fantasie sessuali mentre si esegue il massaggio e invece di un atto che elevi sia chi lo fa sia chi lo riceve o di un’azione terapeutica per promuovere la buona salute, si potrebbe cadere in ben altra attività.
In occidente questa differenziazione è pressoché impossibile quindi chi sceglie il massaggio come professione deve avere un grande controllo sulla sua mente e i suoi sensi e cercare di vedere nella persona che tratta non un essere umano, ma Dio stesso.
Quando feci il seminario sul massaggio con il Dott. Bhagwan Dass, allorché si trattò di fare pratica in una situazione con persone di vario sesso luidisse: ” Ebbene, in occidente è impossibile mantenere la distinzione fra i due sessi come accade in India, per cui quando massaggiate qualcuno non siate per niente consapevoli del sesso a cui appartiene, cercate di massaggiare la persona come se steste massaggiando Dio stesso”.
Ovviamente non è sempre facile ricordarsi di questo dettaglio, ma bisogna provarci sempre e se a un certo punto si vede che non è possibile mantenere il distacco, allora, come ho già detto, è meglio cambiare mestiere.
La seconda cosa richiesta è che si sia un esempio vivente di ciò che si professa.
Cioè, se si vuole praticare il massaggio ayurvedico o tanto meglio, la medicina ayurvedica, non si può vivere come ci pare, magari con uno stile di vita in netta contrapposizione con quel che professiamo altrimenti saremo ridicoli.
La coerenza con ciò che si è scelto di praticare nella propria vita è fondamentale se si vuole essere buoni terapeuti altrimenti si predicherà bene e si razzolerà male come fanno la maggior parte dei preti e dei medici.
Fra i medici allopatici questo concetto non è molto contemplato o seguito anzi, spesso il loro carattere è stile di vita sono tutt’altro che esemplari e nella maggior parte dei casi indulgono, nella loro vita, in tutti quei vizi che vorrebbero proibire ai loro pazienti.
Cioè, arrivano a chiedere ai loro pazienti di smettere di fumare mentre tirano una buona boccata alla loro sigaretta (un esempio buffo, ma c’è ne sono di peggio).
Ebbene i terapeuti della medicina alternativa in generale non dovrebbero essere così, dovrebbero dare prova di possedere un maggiore controllo di se e riuscire a fornire un esempio di vita impeccabile.
Per questo motivo io insisto che il terapeuta pratichi la meditazione e impari ad essere sempre concentrato qualsiasi cosa faccia poiché questo gli permetterà di eseguire un lavoro di qualità superiore, gli darà la capacità di mantenere il giusto distacco da chi tratta e inoltre creerà uno schermo protettivo che impedirà ai malesseri dell’altro di trasferirsi nella sua persona.
Poiché esiste anche questo problema, che gli acciacchi e i malesseri della gente trattata si trasferiscano nel terapeuta.
Ovviamente questo non accade tutti i giorni ma può talvolta accadere e vi assicuro non è cosa piacevole scoprire, alla fine di un trattamento, che il malessere che è stato scacciato dalla persona trattata si è trasferito alla propria persona.
Mi è capitato ogni tanto di sentire racconti di questo tipo da parte di estetiste, terapeuti o medici. Ebbene, il mio consiglio è che bisogna meditare per rafforzarsi interiormente di modo che si diventi invulnerabili ai malesseri altrui.

Fonte | www.santbaniashram.it

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