filosofia e medicina indiana, ayurveda

Massaggio ayurvedico: l’abyangam

12 Nov , 2010  

massaggio ayurvedico, abyangam

L’ottava parte sul Massaggio Ayurvedico pubblicata sul sito del Maestro Sirio.
Abyas significa esercizio, anga significa corpo o una parte del corpo.
Quindi con abYanga si intende esercizio o manipolazione del corpo.

Il Dott. Vylas Nanal da a questo termine anche il seguente significato: in tutte le direzioni.
Con questo si intende che le manipolazioni devono essere dirette in tutte le direzioni anche se in certi casi, in certe parti del corpo, per disturbi specifici è importante che vadano in una certa direzione.
Ad esempio, quando si vuol stimolare principalmente il drenaggio linfatico è importante che le spinte vadano solo verso l’alto in direzione delle stazioni linfatiche principali (ascelle e inguine) e dal vicinale al distale.
Vi sono alcuni insegnanti di massaggio ayurvedico o di altri tipi di massaggi i quali sostengono che bisogna incominciare dal basso e andare verso l’alto.
Ci sono ancora altri che sostengono che nel massaggio bisogna incominciare dall’addome, il centro, e andare alle estremità.
Altri ancora sostengono che bisogna andare sempre in senso della direzioni dei peli, quindi in basso.
Ebbene credo che tutti hanno ragione e torto alla stesso tempo: hanno regione perché nel sostenere la loro tesi si avvalgono di certe teorie che possono sembrare ragionevoli, però tutte le loro teorie e punti di vista sono ragionevoli come sono pure validi i motivi che ciascuno di loro sostiene per provare che l’altro punto di vista è errato.
In sostanza ogn’uno ha motivi per provare che va bene dirigere il massaggio in un certo modo e non in un altro, per tutti sono validi i pro e i contro del caso: tutti hanno il loro punto di vista e non intendono conciliarlo con gli altri punti di vista.
Personalmente mi sono trovato a studiare e a fare esperienza con persone che sostenevano una o l’altra di queste teorie e ho potuto costatare che erano tutte parziali, punti di vista dettati dal fatto di considerare certe funzioni del corpo umano e non considerarne altre, oppure considerare solo le funzioni fisiologiche e tralasciare l’aspetto energetico o spirituale.
Ebbene, personalmente penso che il corpo umano è un vasto universo, il modo di osservarlo può essere parziale o globale; se la nostra conoscenza di esso è rilegata principalmente al sistema linfatico diremo che le spinte devono andare dal distale al vicinale e dalle estremità verso l’alto.
Se consideriamo il modo in cui il prodotto della digestione (plasma) partendo dal centro, dall’apparato digerente si diffonde per l’organismo, allora sosterremo che le spinte devono andare dal centro alle estremità stimolando così la circolazione arteriosa e la diffusione delle sostanze nutrienti fino alle estremità.
Ancora, per spingere le tossine dalle estremità nel T.G.I. è necessario andare dal basso e dall’alto verso il centro.
Anche per quanto riguarda il fluire dell’energia nel corpo vi sono vari punti di vista: c’è chi sostiene che l’energia è generata nell’addome lo “hara” dello shiatsu e da li si diffonde in tutto l’organismo (punto di vista giapponese e cinese) c’e chi sostiene che l’energia (kundalini) stà latente alla base della colonna vertebrale e partendo da li, dal coccige, bisogna farla salire attraverso i sette chakra (centri energetici) fino alla sommità del capo (punto di vista dello Yoga).
Altri ancora sostengono che l’energia vitale penetra nel corpo dal punto del midollo allungato, dietro la nuca laddove il midollo spinale si collega col cervello (Punto di vista dai Kapua hawaiani) e ancora chi è convinto che l’energia penetra da sopra il capo nel corpo attraverso il chakra della corona conosciuto come il “Loto dai mille Petali” e che da li si diffonde per tutto il corpo.
Sono sicuro che esistono altre teorie più o meno diverse dalle summenzionate. Chi ha ragione? chi ha torto?
Ci risiamo, sono tanti punti di vista della realtà con una loro logica dettati da fattori fisiologici, da come si svolgono certe funzioni nell’organismo, e per quanto riguarda l’aspetto energetico o spirituale da come persone di culture e tradizioni diverse hanno sperimentato il processo del risveglio spirituale e del contatto con il “Potere Interiore”.
Quindi, tornando all’inizio, secondo il mio punto di vista dettato da una vasta esperienza con centinaia di persone diverse, con problematiche diverse e dopo aver eseguito migliaia di trattamenti: in generale il massaggio può andare benissimo in tutte le direzioni, mentre in certi casi e per stimolare certe funzioni particolari deve seguire una certa direzione.
Quando mi trovavo all’ospedale di Coimbatore, vi era un giovane medico ayurvedico il quale sosteneva che il massaggio deve essere eseguito dall’alto verso il basso altrimenti fa male all’organismo.
Gli feci notare che nel caso del linfodrenaggio si sostiene esattamente l’opposto, per cui di non essere così assolutista nel sostenere il suo punto di vista.
Non voleva sentir ragioni. Gli proposi di sottoporsi ad un mio massaggio così avrebbe potuto vedere che il fatto di fare manovre in più direzioni non lo avrebbe ucciso.
Vi era un mia cliente che cercò a sua volta di convincerlo che il massaggio eseguito dalle mie mani produceva ottimi effetti, ma non volle crederci e si rifiutò diffidente.
Con questo esempio vorrei far notare quanto si può diventare ottusi anche con le migliori intenzioni.
Abyangam o massaggio ayurvedico è un grande dono di madre natura all’uomo e dall’India al mondo.
Sembra che il massaggio sia sempre stato al centro della vita sociale di tutti i popoli: gli egiziani, i greci, i romani, gli arabi, i popoli dell’estremo oriente, i cinesi e gli indiani.
In India le mamme cominciano a massaggiare i loro bimbi appena nascono per comunicargli amore e attenzione, per aiutare il loro corpicino a svilupparsi in modo armonioso e a svolgere bene le sue funzioni.
Si sostiene addirittura che il massaggio ha la capacità di cambiare il D.N.A. di chi lo riceve con regolarità e nel caso di malattie genetiche si può arrivare a migliorarle in modo considerevole. Non credo che le donne indiane siano o erano consapevoli di questo, sta di fatto che era, e ancora è, pratica comune che le mamme continuano a massaggiare i loro bimbi fino a quando raggiungono l’età dei sette anni.
Di li in poi gli sarà insegnato a massaggiare i loro genitori: all’inizio dovranno solo fargli un pò di pressione sui piedi e sulle gambe con le loro mani, oppure gli sarà insegnato a camminare sul loro corpo sdraiato in posizione prona.
Si considera che il semplice fatto di esercitare un po di pressione su tutto il corpo lo liberi dal senso di stanchezza generale dopo una giornata di lavoro, inoltre si insegna ai propri figli il senso del dovere verso i propri genitori e l’abitudine a servirli.
Comunque, il massaggio nella società indiana rurale è una pratica comune e se lo scambiano sia in famiglia, sia tra amici quando si sentono stanchi o hanno qualche tipo di dolore.
Ovviamente questo non equivale a un massaggio fatto da un professionista il quale conosce bene l’anatomia e le varie tecniche per alleviare e curare vari tipi di problematiche.
Quando nel 1977 mi trovavo nel deserto del Thar a fare un ritiro di meditazione, ogni sera venivano alcuni abitanti del villaggio vicino: maschi e femmine, per fare un massaggio a noi occidentali che ci trovavamo la: i maschi lo facevano ai maschi e le femmine alle femmine.
Meditavamo per molte ore al giorno senza fare esercizio di alcun tipo quindi ora di sera ci sentivamo un po’ rattrappiti; loro ci massaggiavano per farci sentire bene e farci rilassare.

Fonte | www.santbaniashram.it

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