filosofia e medicina indiana, ayurveda

Massaggio ayurvedico: le fasi della vita

9 Nov , 2010  

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La quinta parte sul Massaggio Ayurvedico pubblicata sul sito del Maestro Sirio.
È importante capire che nell’Ayurveda tutto viene classificato secondo il concetto dei tre dosha, poiché queste sono tre tipi di energie che sono onnipresenti e se ci abituiamo a vedere la vita con questi occhi allora le riscontreremo in tutti i suoi vari aspetti.

Come abbiamo già visto nella medicina cinese tutto viene classificato secondo le due energie Yin e Yang che sono l’energia femminile e maschile rispettivamente, la prima rappresenta l’energia lunare centrifuga, la seconda l’energia solare centripeta.

I cinesi classificano tutto: alimenti, medicine, costituzioni, fasi della giornata e dell’anno, secondo queste energie.
Il metodo di ricerca della medicina o della scienza occidentale è l’analisi e la conoscenza empirica in cui ogni nuova nozione, sostanza e conoscenza deve essere proVata scientificamente.
La ricerca viene svolta in laboratorio e ogni cosa viene analizzata, scissa e poi scissa ancora e ad ogni fase si scopre sempre qualcosa di nuovo che spesso va a modificare o a invalidare le scoperte fatte in precedenza. Sembra che questo non debba mai avere fine.
Spesso cose che sembrano essere grandi scoperte oggi, apparentemente intese per il bene dell’umanità, dopo qualche tempo mostrano un loro aspetto impensato e si rivelano molto dannose.
Questo metodo ha indubbiamente la sua utilità, ma ha anche le sue carenze, limiti e sorprese inaspettate.
Alcuni occidentali considerano i metodi di analisi indiano e cinese come poco esatti, approssimativi e non empirici, tuttavia bisogna ammettere che questi metodi hanno vinto la prova del tempo: erano validi migliaia di anni fa e continuano ad esserlo anche ora poiché questi tipi di energie sono aspetti della realtà dell’esistenza e non cambiano mai.
Quindi secondo il metodo ayurvedico la vita del nostro corpo è regolata da tre fasi: la fase Vata, la fase Pitta e quella Kapha. L’infanzia corrisponde alla fase Kapha in cui avviene la fase anabolica; cioè, la crescita del corpo fino al suo completo sviluppo nell’adolescenza.
Kapha è ciò che struttura l’organismo, gli elementi che lo compongono: l’acqua e la terra sono la matrice di base del corpo, quindi nella fase della crescita sarà questo dosha o energia ad essere preponderante.
Questa fase va di solito dalla nascita fino ai quindici anni.
La fase successiva, quella che va dall’adolescenza fino ai quarant’anni circa è la fase di Pitta.
Questa è la fase in cui il corpo raggiunge il massimo dello sviluppo, della forza, del vigore fisico e mentale, la fase del massimo dinamismo e del successo, tutte caratteristiche Pitta.
In seguito, piano piano, si passa dalla fase Pitta a quella Vata in cui l’organismo si avvia lentamente verso il decadimento.
Questa è la cosiddetta fase catabolica in cui l’organismo conosce un prosciugamento dei fluidi del corpo, l’indebolimento dei tessuti, perdita di vigore, riduzione delle capacità intellettive e del sistema nervoso centrale, malfunzionamento degli organi vari.
L’ultima fase, dai quaranta/cinquant’anni alla morte è quella di Vata.
In questo periodo l’azione di Vayu nel corpo è estrema ed è per questo motivo che i muscoli perdono di tono, la pelle avvizzisce provocando le rughe, si perde la compattezza , l’elasticità e il vigore di prima.
Vata
è la forza catabolica che presiede alla distruzione dell’organismo il quale giunto alla vecchiaia si prepara ad essere abbandonato dall’uccello della vita, l’anima, che è stata sua inquilina per tutta la durata di questa esistenza.
Anche le fasi della giornata vengono classificate secondo queste tre energie poiché in questi periodi del giorno e della notte si sperimentano stati energetici che corrispondono ad esse.
Così avremo le ore prima dell’alba e del tramonto che corrisponderanno a Vata; vale a dire le ore che vanno dalle tre alla sette del mattino e dalle quindici alle diciannove la sera.
Le ore Kapha sono invece quelle che vanno dalle sette alle undici del mattino, dalle diciannove alle ventitré la sera.
Le ore in cui domina Pitta sono invece dalle undici alle quindici e dalle vent’uno alle tre.
Nello stesso modo le condizioni atmosferiche e le stagioni sono dominate da queste energie e a seconda della condizione atmosferica di una giornata o la stagione in cui ci troviamo prevarrà uno di questi dosha o energie.
Per cui, in una giornata di vento Vata sarà aggravato, lo sarà per tutti, ma ancor più nelle persone con costituzione Vata.
Nelle giornate di pioggia sarà Kapha ad essere aggravato: tutti si sentiranno più pesanti e se quella condizione atmosferica persiste ci si sente anche depressi, ma le persone con una costituzione Kapha lo avvertiranno più degli altri.
Nelle giornate di sole, sarà invece Pitta ad aggravarsi, specialmente se fa molto caldo.
Oggi giorno le stagioni sono cambiate molto e non ci sono più le quattro stagioni ben definite, prevalgono perlopiù gli estremi, quindi l’estate e l’inverno.
Tuttavia non si può dire che l’autunno e la primavera siano scomparsi, semplicemente che sono sfumate le nette distinzioni.
Ad ogni modo, durante la primavera, come pure in autunno, specialmente nei periodi secchi, quando soffia un forte vento e quando fa molto freddo Vata sarà aggravato. Pitta invece lo sarà nel periodo estivo, quando fa un forte caldo.
Kapha
invece si aggraverà nel periodo autunnale e primaverile quando piove a dirotto per lunghi periodi.
Anche il processo digestivo è influenzato da queste energie: il periodo subito dopo i pasti è dominato dal Kapha dosha , in quella fase ci si sente pesanti e si vorrebbe solo dormire anche se non fa bene alla salute.
Due ore circa, dopo i pasti, subentra il periodo in cui è Pitta ad essere più attivo.
Infatti in questa fase gli alimenti passano gradatamente dallo stomaco all’intestino tenue per essere ulteriormente elaborati e liquefatti; qui entra in azione la bile che è la sostanza che più rappresenta il Pitta nel corpo, per cui, nelle persone con costituzione Pitta, o chiunque abbia problemi di gastrite o ulcera potrebbe provocare bruciori di pancia.
Il periodo Vata del processo digestivo entra invece in funzione dopo quattro o cinque ore dal pasto quando tutto si sposta nel colon.
In questo periodo si separano le ultime sostanze nutrienti dai prodotti di scarto; le prime, sottoforma di plasma entrano in circolo col flusso sanguigno, mentre le ultime si preparano per essere espulse.
In questa fase si crea spazio all’interno dell’apparato digerente, quindi subentra gas che spinge o verso il basso o verso l’alto.

Fonte | www.santbaniashram.it

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