filosofia e medicina indiana, ayurveda

Massaggio ayurvedico: benessere ed evoluzione dell’essere

3 Nov , 2010  

massaggio e introduzione all'ayurveda

Grazie al prezioso materiale pubblicato sul sito dedicato al Maestro Sirio, ai suoi insegnamenti e al Sant Bani Ashram di Ribolla posteremo per tutto il mese di novembre articoli su questa antica arte tradizionale indiana della quale ho già parlato nell’articolo: Abhyangam: il massaggio ayurvedico.

L’Ayurveda è un sistema medico fra i più antichi che il genere umano ha concepito. Tutte le varie civiltà che sono sorte nel corso del tempo hanno cercato di trovare il modo di lenire le proprie sofferenze e osservando la natura: la flora e la fauna , come pure il regno minerale, hanno fatto esperimenti con ciò che si trovava attorno a loro.
Hanno così sviluppando una conoscenza che, tramandandosi nel tempo, diventava materia medica di un certo tipo.
Quindi le varie civiltà: quella egizia, la cinese, la greca, latina e quella indiana (ma pure gli Indiani d’america, i Maya, gli Atzechi ecc.) misero appunto, nel corso del tempo, sistemi medici per il ringiovanimento, il benessere, la prevenzione e le cura dei vari malesseri che affliggono l’uomo col passare degli anni.
La maggior parte di questi sistemi si sono persi nel tempo; pochi sono quelli che sono sopravvissuti alla sua sfida e tra questi primeggia l’Ayurveda.
Pur essendo uno dei più antichi sistemi (se non il più antico) sta ottenendo un incredibile riconoscimento e interesse proprio ora, all’inizio del nuovo millennio.
Si considera che una qualsiasi cosa ha un vero valore intrinseco se riesce a sopportare la sfida del tempo rimanendo sempre valida e attuale.
Così nel corso del tempo l’uomo ha sviluppato vari tipi di conoscenze: nel campo medico, nell’arte, nella scienza, nella filosofia e spiritualità.
La maggior parte di queste sono rimaste circoscritte a certe aree geografiche e a certi popoli per un certo periodo di tempo e poi sono state dimenticate, cadute in disuso o superate da altre realtà che, via via, sono venute alla ribalta.
Cosi si sono visti vari sistemi filosofici, religiosi e medici che sono stati praticati finché una certa civiltà si è mantenuta in vita, e in seguito dimenticati e scomparsi.
Dove sono ora gli dei degli egizi e il loro sistema medico, dove sono gli Dei greci e il loro sistema medico, dove quelli romani e la loro medicina , caduti nell’oblio e cancellati dalla coscienza del genere umano.
Ogni popolo e cultura crea , o sviluppa un proprio concetto (o concetti) filosofico della realtà come pure un concetto teologico sulla realtà trascendentale.
Fin quando sopravvive quel popolo e quella cultura la loro filosofia o i loro dei e dee sono per loro realtà vivente che interagiscono continuamente nella loro vita.
Quando quel popolo scompare, oppure cambia filosofia o religione, le divinità da loro adorate fino ad allora escono dal campo della loro coscienza e diventano una nullità.
Con questo si vuol far capire che la realtà è soggettiva sia a livello individuale, sia a livello di cultura o di popolo e che il concetto della realtà è una cosa che si può modificare.
Se si crede fermamente in una cosa, presto quella diventa una realtà. Vale a dire: la realtà oggettiva è un riflesso della realtà soggettiva.
Quindi il fatto di credere fermamente in una cosa qualsiasi, rafforza il potere che quella cosa possiede. Se in una statua si crede fermamente che sia rappresentato Dio stesso, bene questo non renderà quel pezzo di marmo o legno (o che si voglia) Dio stesso, ma la nostra devozione, fede e amore, creerà attorno a quell’oggetto inanimato un alone di forza magnetica che farà sembrare, ai nostri occhi, quell’oggetto quasi o del tutto vivo.
Ancora, se un tipo di rimedio medicamentoso viene usato da un certo popolo per curare un tipo di disturbo ed è credenza comune che “quel rimedio serve per questo scopo”, allora quel tipo di medicinale diventerà, in quel luogo, più efficace di un altro con proprietà analoghe che però tra quella gente è sconosciuto o non gli viene attribuita altrettanta considerazione. Mentre presso altri popoli, o in altre regioni della stessa nazione, per quello stesso disturbo entra in uso un altro tipo di preparato composto da sostanze simili, al quale viene datas più considerazione di quello di cui si parlava prima.
Vale a dire, un sistema medico è più efficace con il popolo che lo ha generato perché oltre alla sua efficacia terapeutica si aggiunge un altro componente importante: il fatto culturale.
Ad esempio, tra i messicani per curare disturbi reumatici o artritici: dolori delle articolazioni o muscolari di varia eziologia è molto diffuso l’uso della terra e dell’argilla inumidita con l’aceto di mele.
Loro la trovano efficace ed è la cosa maggiormente usata.
Se impiegato da altre genti per le quali non è un’abitudine o usanza popolare, potrebbe essere meno efficace o considerata con sospetto. In India per lo stesso problema usano fare impacchi con il Sale scaldato o lo zenzero in polvere e altro ancora. I nostri vecchi contadini usavano applicare sulla parte dolente mattoni refrattari scaldati, nei centri termali hanno da sempre usato l’acqua termale e i fanghi.
Potremmo portare tanti altri esempi, ma in sostanza si vuole intendere che non è a caso che ogni popolo mette in uso per guarire lo stesso disturbo sostanze diverse da quelle di altri popoli: c’è un’affinità particolare tra queste genti e le sostanze da loro impiegate nelle cure dei vari disturbi. Quest’affinità unita ad altri fattori rendono questi rimedi più efficaci di altri.
La stessa cosa vale anche con l’alimentazione: tra certi popoli si mangia per lo più grano, cioè pasta e pane (gli italiani).
Tra altri ancora per lo più riso ( i popoli asiatici). Tra le genti del nord Europa si abbonda in patate e così via; alcuni popoli fanno un uso notevole di grano saraceno, altri di miglio o orzo.
Tutto questo non è a caso; ci sono tanti fattori che spingono queste genti ad alimentarsi nel modo i cui fanno: il clima che rende più necessarie certe sostanze invece di altre, la conformazione fisica e mentale di quella gente per la quale certi gusti o alimenti si addicono più di altri.
Dunque, i sistemi terapeutici o medicine naturali attribuiscono molta importanza all’uso: nell’alimentazione come nella terapia, delle cose che crescono esattamente laddove si vive, poiché madre natura provvede in ogni regione le cose più adatte per la gente di quel luogo e inoltre le credenze e le abitudini tipiche di quella gente rafforzeranno notevolmente la loro efficacia.
Oltre al fatto di cibarsi di alimenti che crescono nella regione dove si vive (più prossimi sono al luogo dove si abita meglio è) è considerato altrettanto importante usare quelli di stagione.
È ovvio che quello che cresce in estate è inteso per l’estate poiché il corpo in quella stagione sottostà a una condizione climatica di un certo tipo e la natura provvede in quella stagione alimenti che sono più appropriati per l’organismo in tutti i sensi: contrastano l’eccessiva dispersione di liquidi causata dal calore esterno poiché sono in genere ricchi di liquidi, in genere sono alimenti a potenza fredda, ancora per bilanciare il calore esterno, sono più leggeri e di facile digestione.
Lo stesso vale per tutte le altre stagioni.
Quindi, nelle terapie naturali e olistiche oltre alla conoscenza del sistema medico si considerano molto importanti anche altri fattori. Nella medicina ayurvedica, per esempio, si considera che importante quanto la conoscenza medica è il carattere del medico: innanzitutto che abbia fede in Dio, che abbia un grande amore per Lui e di conseguenza per il prossimo , che sia onesto, sincero, leale e sia pronto a sacrificare il proprio benessere per aiutare la gente che si rivolge a lui.
Che sia sempre disponibile, sereno, fiducioso nelle sue capacità di medico e convinto di poter aiutare i propri pazienti. Si considera molto importante che il medico pratichi un qualche tipo di meditazione giornaliera per acquisire controllo cosciente sulle sue facoltà mentali e sensorie, potere mentale e forza spirituale.
Ciò gli permetterà di controllare i suoi limiti umani: la collera, la lussuria, l’avidità, l’attaccamento e l’egoismo. In questo modo diventa canale per l’energia spirituale affinché possa operare per suo tramite e vada a beneficiare chi soffre fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Ora non mi dilungherò oltre su questo argomento poiché ci torneremo sopra in seguito, ma gia questo può bastare per rendere l’idea di quanto sia importante questo fattore nella medicina ayurvedica.
Così, per poter rendere più efficace un qualsiasi approccio terapeutico diventa fondamentale conoscere la storia di quello, la tradizione e la mentalità tipica del popolo che lo ha sviluppato come pure la filosofia che ne fa da fondamento. In sostanza bisogna in una certa misura sviluppare quel tipo di ottica tipica di quel sistema se lo si vuol veramente conoscere. Bisogna immedesimarsi sennò continueremo ad essere spettatori esterni di una cosa che non riusciremo a rendere del tutto nostra.

Fonte | www.santbaniashram.it

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