ambiente ed ecologia

Patrimonio mondiale Unesco: tre nuovi siti

11 Ott , 2010  

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Il Comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco ha iscritto tre nuovi siti naturali nella sua lista: uno in Cina, uno nelle Isole Kiribati e l’altro nell’isola francese della Reunion.
L’Unesco ha inoltre approvato l’estensione di un sito già esistente in Bulgaria.
I nuovi siti sono: Danxia (Cina), area protetta delle isole Phoenix (Kiribati), Pitons, cirques et remparts dell’isola di Réunion (Francia).

Danxia (Cina)
«Danxia della Cina è il nome dato ai paesaggi formatisi su due faglie sedimentarie terrigene rosse continentali, influenzate da forze endogene (in particolare il sollevamento) e da forze esogene (soprattutto l’alterazione)», spiega la motivazione.
Il sito iscritto nel patrimonio naturale Unesco comprende 6 settori situati nella zona subtropicale del sud-ovest del la Cina e si caratterizza per delle falesie rosse spettacolari e per tutta una gamma di rilievi e di erosioni, in particolare delle colonne naturali spettacolari, delle torri, dei canyon e delle vallate e cascate.
Questi paesaggi tormentati hanno contribuito alla conservazione di un habitat subtropicale ricchissimo dove vivono numerose specie di flora e di fauna, 400 delle quali considerate rare o minacciate di estinzione.
Area protetta delle isole Phoenix (Kiribati)
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La Phoenix island protected area (Pipa) é composta da habitats marini e terrestri che si estendono per 408.250 km2 nell’oceano Pacifico meridionale.
«Il bene iscritto – spiega l’Unesco – comprende il gruppo delle isole Phoenix, uno dei tre gruppi di isole che formano Kiribati. Si tratta dellas più grande area marina protetta del mondo. La Pipa conserva uno degli ultimi ecosistemi intatti dell’arcipelago corallino oceanico del pianeta, con i suoi 14 monti sottomarini (probabilmente dei vulcani estinti) ed altri habitat d’acque profonde».
La zone ospita circa 800 specie conosciute di fauna, delle quali circa 200 specie di coralli, 500 specie di pesci, 18 mammiferi marini e 44 specie di uccelli. La struttura e il funzionamento degli ecosistemi della Phoenix island protected area sono importantissimi anche come punto di sosta e sostentamento degli uccelli migratori.
È il primo sito delle Kiribati ad entrare nella lista del patrimonio Unesco.
Pitons, cirques et remparts dell’isola di Réunion (Francia)
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Questo nuovo bene del Patrimonio Unesco coincide con la zona centrale del Parc National de la Réunion e copre umna superficie di oltre 100. 000 ettari, il 40% della superficie di Réunion, un’isola composta da due massicci vulcanici situati nelle acque africane dell’oceano indiano.
L’Unesco descrive così l’area «Dominata da due picchi vulcanici, il sito presenta una grande diversità di scarpate, gole e bacini che, insieme, creano un paesaggio spettacolare».
I Pitons, cirques et remparts rappresentano l’habitat di una grande biodiversità vegetale con un grado elevato di endemismi.
Vi si trovano sia foreste di alto fusto subtropicali, sia foreste di montagna che praterie, un mosaico di ecosistemi e di paesaggi notevole.
Parco nazionale di Pirin (Bulgaria)
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L’ampliamento del sito Unesco si estende su una superficie di oltre 27.000 ha, ad altitudini tra i 1.008 e i 2.914 metri nel massiccio di Pirin, nel sud-ovest della Bulgaria.
«Il parco
– spiega l’Unesco – presenta il paesaggio carsico dei Balcani, coni suoi laghi, le sue cascate, le sue grotte e le sue foreste di pini».
Era già nella lista del Patrimonio mondiale dal 1983 e l’estensione comprende tutto il parco nazionale, di circa 40.000 ettari, ad eccezione di due zone turistiche dove si pratica lo sci e di una zona di alta montagna sopra i 2.000 metri che comprende soprattutto praterie alpine e le cime di alcune montagne.
L’ampliamento del sito bulgaro si va aggiungere a quello di altri 20 beni  che si trovano nello Sri Lanka, negli Usa, in Tanzania, in Arabia Saudita, in Australia, in India, in Iran, nelle Isola Marshall, in Corea del Sud, in Vietnam, in Cina, in Tagikistan, in Francia, in Olanda in Norvegia, in Austria, in Romania e in Spagna.
Sono invece finite nella lista dei siti Patrimonio Unesco in pericolo le foreste umide di Atsinanana e l’Everglades National Park.
L’iscrizione delle forêts humides di Atsinanana (Madagascar) é dovuta al taglio illegale delle foreste e al bracconaggio dei lemuri, che continuano nonostante il divieto di caccia ai lemuri e un decreto che proibisce il taglio dell’ebano e del bois de rose.
L’Unesco accusa il governo del Madagascar di continuare a concedere licenze di sfruttamento del legname illegali e in violazione degli accordi internazionali.
Le Comitato del Patrimonio mondiale ha iscritto nella lista dei siti in pericolo anche il parco nazionale delle Everglades (Usa) a causa del continuo e grave deterioramento del suo ecosistema acquatico.
A richiedere l questa misura é stato lo stesso governo statunitense.
È la seconda volta che le Everglades, le grandi aree umide della Florida, sono iscritte nel Patrimonio mondiale in pericolo, la prima volta fu nel 1993 dopo i danni causati dall’uragano Andrew e il deterioramente della qualità delle acque delle paludi causato dalle attività agricole.
Oggi, nonostante le promesse e l’impegno del parco nazionale, il degrado ambientale prosegue, con una diminuzione delle aree allagate del 60% e la crescita di nutrienti e inquinanti che stanno provocando fenomeni di eutrofizzazione e perdita di habitat con forti ripercussioini su alcune specie marine e di uccelli, visto che le sue mangrovie e zone umide sono il principale sito di nidificazione degli uccelli acquatici dell’America del Nord.

Fonte | www.greenreport.it

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