alchimia ed esoterismo

Spagiria e Alchimia: dualismo tra sapere e conoscenza

1 Set , 2010  

sapere e conoscenza, spagiria ed alchimia

Per comprendere in pienezza la Spagiria e l’Alchimia è necessario capire due concetti fondamentali, non così chiari in questi tempi odierni: cosa siano Sapere e Conoscenza.
La confusione nasce da l’utilizzo improprio e indifferente, che genera errori, dei due verbi derivati: così vale per l’espressione “conoscere una persona”. Analizzando la “conoscenza” della persona, posso dire, forse, che più che “avere conoscenza”, “so della sua esistenza e dei suoi vari modi per esprimerlo”, cioè posso descriverli, ma difficilmente capirli.
Come sia strano utilizzare l’espressione “so accendere un fuoco”, intuendo in questo un atto meccanico e meccanicista, che nulla a che fare con l’accensione di un fuoco. Al lato pratico,  sappiamo come non sia indifferente chi accenda o meno il fuoco, perchè a pari condizioni (naturalmente rese “complesse”) di partenza il risultato cambia a seconda degli operatori.
Il Sapere è un utilizzare la mente come una biblioteca, si direbbe oggi, interattiva, che basandosi su informazioni accumulate intende spiegare le relazioni palesi che esistono tra eventi concatenati e coerenti. Nulla dice, però, delle relazioni tra eventi non coerenti, al punto da misconoscerli.
Il Sapere è una forma di interazione con la realtà, ma dall’esterno.
Se si legge un libro e si sà di che argomento si stia parlando, ma l’esperienza con quelle realtà narrate non è conosciuta, a meno che non avvenga dopo la personale esperienza.
La Conoscenza è un Con-essere, un essere con. È la perfetta integrazione tra osservatore e osservato, in quanto l’osservatore non giudica ciò che sta vedendo dall’esterno ovvero il “riflesso” dell’azione, ma vive integrato con esso.
Anche il nostro linguaggio moderno è un linguaggio che permette di “sapere” ma non conoscere.
Infatti si dice “conoscere” una lingua, ma in realtà sta a significare che si è capaci a mettere in giusto ordine le parole che ci permettono di capire e farci capire, ma non potremo mai conoscere una lingua, le sue sfumature emozionali e comportamentali di quel popolo che usa quella lingua, fino a che non ci immergeremo nel catino geomagnetico del luogo ove questa parola viene ad essere parlata.
Prova ne sia che talune persone, che non parlano altra lingua se non la loro, riescano a comunicare a persone, che si esprimono in una lingua diversa, concetti complessi e sensazioni, mentre altre persone che parlano “correttamente” una lingua straniera non riescono, nonostante anni di comunicazione, a esprimere che concetti reali e materiali, e difficilmente quelli “sottili”.
Le traduzioni da una ad un’altra lingua sono spesso impossibili in termine di “conoscenza” ovvero del significato profondo, specie se “letterali”.
La parola fa vibrare sensazioni di un certo tipo solo per chi ci è vissuto con quel binomio sensazione-parola legato ad un posto, a uno spazio-tempo ben determinato.
Ma dunque non vi è alcun Neter che possa unire le due sponde, Sapere e Conoscenza?
È chiaro che manca un elemento unificante che è fondamentale per connettere, pur riconoscendone la diversità, Sapere e Conoscenza.
Questo elemento è l’Intuizione.
L’Intuizione è quello “sgorgare” spontaneo di una connessione tra eventi non coerenti che obbediscono però a una medesima legge, una legge archetipale.
Sorgente direttamente proveniente dal Cuore; si badi bene ad intendere Intuizione non come istintività animale di natura, definibile, medianica delle conseguenze di un possibile accadimento, quindi un riflesso passivo e perciò lunare, nebbioso, suscitante emozioni e pensieri, ma come Luce chiarificatrice. Luce che toglie il velo dell’Ignoranza profonda dagli enti visibili e invisibili, perchè noi non siamo capaci di coglierli direttamente.
Ma anche l’Intuizione, se non viene “fissata”, è limitata ad un guizzo di luce nelle tenebre.
Essa deve essere fissata dalla Conoscenza, evento sperimentale che avviene con tutto il Corpo, quell’Essere-con che permette di “integrare” se stessi con il fenomeno con sensazioni, emozioni e pensieri.
Dopo con la Conoscenza potrò fare determinate operazioni in una determinata maniera, che a forza di essere ripetuta fornirà nuovi spunti di Conoscenza e migliorerà il modo di compierlo.
Ma non automaticamente avverrà che, chi conosce abbia la capacità di spiegare a parole ad un altro come effettuare una determinata operazione.
Per farlo dovrò aver “selezionato” determinati concetti che attraverso le parole permetterà ad una terza persona di sapere come fare, ma non conoscere il procedimento per realizzarlo.
In pratica il Sapere è l’elenco delle operazioni che avvengono secondo una serie di leggi che tramite la Conoscenza possono essere realizzate e migliorate nella loro sequenza operativa.
L’Intuizione funge da “messaggero” tra Conoscenza e Sapere e viceversa.
Possiamo dire che il Sapere è Principio di forma, la Conoscenza Principio di personalizzazione e l’Intuizione è Principio del divenire.
Le tre realtà necessarie per effettuare il processo esperienziale di ciascun individuo.
Osiamo dire che rappresentino, in un certo senso, rispettivamente: Sal, Mercur e Solfo, ovvero, i tre Elementi filosofici della tradizione antica.
Quando poi giungiamo sul piano della Memoria, virtù necessaria per utilizzare ciò che si conosce, che si sà e che si intuisce troviamo: il rimembrare, il ricordare e il “rimettere”.
Il primo ha che fare con Conoscenza, in quanto il “riportare alle membra” è un evento che ha che fare con “essere con”; il secondo che vuole significare “riportare dal Cuore” (nel senso non anatomico) ed ha che fare con Intuizione, che vuole dire “Zeus (Dio) è in me”.
In ultimo troviamo il rimettere, cioè “ricollocare” nel senso di trasmettere  e di fissare un’esperienza.
Capite bene che nel “rimettere” è necessario conoscere e sapere con che parole dirlo e intuire come farlo per rendere il tutto adatto a chi ascolta e vuole sapere, per poi conoscere.
Il Saggio non è solo colui che sa, ma che conosce la maniera di fare una determinata cosa, o non farla affatto.
Saggio richiama il latino “sapientia agere”, agire con Sapienza, che è diverso da Sapere!
Il Saggio anche quando non conosce, intuisce e adatta se stesso all’evento per poi adattare l’evento a se stesso!
La Spagiria funziona così, attraverso l’insegnamenti della Natura, ovvero nel “tentare di rifare”, quasi come la Natura, determinate operazioni arriveremo a Conoscere la Natura, intuendo le innumerevoli manifestazioni e percorsi, Intuire i significati e Sapere (dedurre) le Leggi che le regolano.
Attraverso tutto questo Intuire, Conoscere e Sapere si giungerà a “rettificare”, “separare”e “animare” le operazioni “esteriori” e “interiori”, ovvero su se stessi. Esattamente alle operazioni spagiriche di estrazione, digestione, distillazione, macerazione e calcinazione, e tutte le altre operazioni necessarie.
Chi dunque creda che vi siano processi esterni slegati da quelli interni e viceversa, potrà verificare quanto siè detto, in qualsiasi strada si addentri.

Articolo del Dott. Marco Vittori – naturopata e spagirista

Fonte | www.ivanabaffiesilachios.wordpress.com

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