ambiente ed ecologia

Ambiente: scoperte nuove specie nella Nuova Guinea indonesiana

8 Lug , 2010  

Una spedizione scientifica nella natura incontaminata di quello che viene ancora chiamato “The Lost World”,  ha rivelato un sorprendente diversità di spettacolari specie animali e vegetali, molte delle quali sarebbero ancora sconosciute alla scienza.
La spedizione organizzata da Conservation International (CI) e dalla National Geographic Society, che nel 2008 ha esplorato le foreste delle Foja Mountains, nella parte dell’isola della Nuova Guinea occupata dall’Indonesia, ha voluto dare l’annuncio alla vigilia del 2010 International Day for Biological Diversity.


La spedizione è stata realizzata con il sostegno finanziario e scientifico della National Geographic Society, dello Smithsonian Institution, e dell’Indonesian Institute of Sciences (Lipi) e segna il ritorno della ricerca scientifica in  una regione montuosa riconosciuta come uno degli hotspot della biodiversità planetaria per il suo relativo isolamento, l’altitudine e l’ambiente tropicale.
Le Foja Mountains si trovano nella provincia indonesiana di Papua, e comprendono un’area di oltre 300.000 ettari quadrati di foresta pluviale dove non esiste sviluppo e disturbo umano.
Le nuove specie scoperte comprendono diversi  mammiferi, un rettile, un anfibio, non meno di dodici insetti, e la scoperta straordinaria di un nuovo uccello, e sono state realizzate da un team internazionale di scienziati che  partecipa al Conservation International’s Rapid Assessment Program (Rap), che esplorano i luoghi più remoti dell’Indonesia sfidando tempeste, piogge torrenziali e inondazioni letali ma scoprendo anche tesori viventi come quelli trovati nelle basse colline che circondano il villaggio di Kwerba al limite dell’areale, a 2.200 metri di altezza, facendo notevoli scoperte che comprendono una bizzarra rana arborea con il naso a Pinocchio, un piccolo e docile ratto lanoso, un geco con gli occhi gialli, una colomba imperiale, ed un wallaby della foresta pigmeo, il più piccolo membro della famiglia dei canguri fino ad ora conosciuto al mondo.
La rana (Litoria sp) ha una lunga protuberanza sul “naso” che punta verso l’alto quando il maschio emette il suo richiamo, ma che si “sgonfia” e punta  verso il basso quando è meno attivo.
Secondo i biologi «rappresenta una scoperta particolarmente importante che gli scienziati sono interessati a documentare e studiare ulteriormente».
La sua scoperta è stata una felice coincidenza, dopo che l’erpetologo Paul Oliver l’aveva notata posata su un sacco di riso nel campo base della spedizione.
Gli scienziati del Rap hanno scoperto anche un nuovo pipistrello (Syconycteris sp) che si nutre del nettare dei fiori nella foresta pluviale, un piccolo topolino arboreo (Pogonomys sp), una farfalla di bianco e nera  (Ideopsis fojana) che somiglia alle monarca comuni, e un novo arbusto fiorito (Ardisia hymenandroides).
Oltre al nuovo wallaby pigmeo (Dorcopsulus sp), i biologi hanno potuto fotografare anche un individuo allo stato libero del rarissimo canguro arboricolo dal mantello dorato (Dendrolagus pulcherrimus) che è a grave rischio di estinzione per la caccia a cui viene sottoposto in Nuova Guinea.
Ma Conservation International spiega che «forse la più grande sorpresa della spedizione è stata  quando ornitologo Neville Kemp ha avvistato una coppia “nuovi” colombi imperiali (Ducula sp.), con un piumaggio che appare color ruggine, biancastro  e grigio. Questo romantico colombo imperiale era già stato visto solo altre quattro volte dagli scienziati, ma era stato trascurato durante le indagini precedenti, il che potrebbe indicare una popolazione molto bassa».
Bruce Beehler, un ricercatore Conservation International sottolinea che «la salute e la biodiversità di questa area wilderness fornisce un pozzo di carbonio di enorme importanza per il pianeta, così come i servizi ecosistemici vitali per una serie di popolazioni che abitano nella foresta e che dipendono dalle sue risorse. Mentre gli animali e le piante vengono spazzati via in tutto il mondo a un ritmo mai visto in milioni di anni, la scoperta di queste forme assolutamente incredibile di vita è una notizia tanto necessaria quanto positiva. Luoghi come questi rappresentano un futuro sano per tutti noi e dimostrano che non è troppo tardi per fermare l’attuale crisi di estinzione delle specie».
I ricercatori sperano che l’aver documentato un tale tesoro di biodiversità unica ed endemica incoraggi il governo indonesiano a rafforzare la protezione a lungo termine della zona, che oggi è classificata come una riserva naturale nazionale, Beehler, ha detto al Jakarta Post: «Spero che il governo indonesiano prenderà in considerazione la modifica dello status della zona a parco nazionale per fornire più attenzione e risorse. Ci auguriamo anche che il governatore Barnaba Suebu continua a dimostrare una forte leadership verde nello sviluppo delle meravigliose foreste e delle terre selvagge di Papua. La più grande minaccia per la zona incontaminata sono la costruzione di strade e lo sviluppo delle piantagioni su vasta scala, che potrebbe aprire le montagne Foja ad un futuro degrado. E’ importante che la gente sappia quanto sia preziosa  e meravigliosa l’area delle Foja Mountains e quante specie di piante e animali vivano solo lì e in nessun altro luogo sulla terra. Le società che salvaguardano le loro risorse naturali saranno quelle che in futuro avranno la migliore qualità della vita».
I particolari della scoperta verranno illustrati nell’articolo “Discovery in the Foja Mountains” di National Geographic in edicola a giugno e il  vice presidente per la ricerca, la conservazione e l’esplorazione di National Geographic, John Francis, sottolinea che «Le Foja Mountains sono un’isola virtuale in cui le specie si sono evolute per millenni. Siamo lieti di sostenere una simile entusiasmante spedizione che amplia la nostra conoscenza della biodiversità del mondo».

Fonte: www.greenreport.it

Versione originale: www.news.nationalgeographic.com

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