filosofia e medicina tradizionale cinese

Medicina Tradizionale Cinese: la regolazione della mente-cuore (tiao xin)

2 Lug , 2010  

Regolare il Cuore significa regolare la mente, per “pervenire allo stato di tranquillità” (rujing); solo quando l’energia del Cuore è attivata  la mente diventa silenziosa e si può entrare nello stato di calma; accade uno spostamento dallo ‘spazio del pensare’ a quello del ‘sentire’.

La  regolazione della mente-cuore (tiao xin)
Il movimento nel qigong viene dall’interno: è la quiete del Cuore che permette di compiere movimenti armonici, arrotondati e regolari, e di avere una respirazione lenta, lunga e profonda.
Un modo  di dire cinese, assai efficace, si esprime così: “uno stato di calma equivale ai cento movimenti”; i cento movimenti’ sono quelli dell’energia, che presiede alle attività funzionali e di trasformazione che avvengono all’interno del corpo e ai movimenti della forma fisica.
In vario modo, Taoismo, Buddhismo e Confucianesimo hanno evidenziato l’importanza della pratica della ‘Regolazione del Cuore’.
Nel Taoismo si parla di  ‘forgiare il Cuore (lian xin).
Nel  Buddhismo si parla di  ‘rendere il Cuore chiaro, trasparente, pulito’ (ning xin) e di  ‘Cuore vuoto’ (xu xin).
Nel Confucianesimo si parla di  ‘Cuore vero, corretto’ (zhen xi)  e di ‘Cuore che si vede’ (jian xi) [1].
Si deve ‘vedere’ il Cuore in ogni azione o manifestazione esterna di una persona.
Il Cuore di ogni uomo deve essere in armonia sia all’interno che all’esterno.
La regolazione del Cuore conduce questo organo, che è la dimora della mente e dello spirito allo stato di centratura e di calma.
Se l’inquietudine della mente si estingue, lo spirito può esistere; al contrario, se la mente è presente (con pensieri ed emozioni), lo spirito non può esistere.
Se il Cuore è saldo e fermo, lo spirito può raccogliersi; se il Cuore è instabile, lo spirito non può raccogliersi. E se lo spirito è concentrato, anche l’energia è coesa e scorre nei meridiani senza disperdersi.
Per riassumere nello stato di non-mente il Cuore è  calmo, lo spirito si manifesta come  presenza consapevole e l’energia fluisce abbondante in tutto il corpo.
In questo stato di tranquillità anche l’essenza si preserva.

Quali gli ostacoli da superare per raggiungere lo stato di quiete?
È innanzitutto importante estirpare le cosiddette ‘sei radici’, dette anche ‘sei briganti’ perché  rubano la pace. Esse causano le cosiddette ‘sei polveri’che offuscano la chiarezza dello spirito.
Le ‘sei radici’ sono rappresentate dalla mente (l’attività mentale fatta di  pensieri ed emozioni) e dai cinque organi di senso (vista, odorato, udito, gusto e tatto).
Attività mentale e organi di senso sono le sei modalità della conoscenza del mondo manifesto.
La mente è per sua natura intrinseca attività, tensione, confusione; è di fatto un processo inarrestabile di singoli pensieri che si succedono con tale rapidità da non poter distinguere l’intervallo tra l’uno e l’altro.
E la mente non è solo pensiero; essa include le emozioni e tutti gli schemi reattivi mente – emozioni, che si riflettono nel corpo, creando anche tensioni viscerali e muscolari, se rimangono a un livello inconsapevole perché  represse.
Più ci identifichiamo con il nostro pensiero (preferenze, avversioni, giudizi, valutazioni, desideri, paure, dolore) più forte sarà la sua carica emotiva e le sue conseguenze nocive se il suo contenuto  rimane a livello inconscio.
Tutto questo affollamento di pensieri, desideri, emozioni crea un sovraccarico di energia, non utilizzabile e perciò dannosa, perché  tende ad annodarsi o a disperdersi in mille rivoli.
Questo rumore mentale incessante si intromette tra noi e il nostro essere, tra noi e il prossimo, fra noi e la natura e ci impedisce di trovare lo stato di quiete interiore indispensabile per entrare in contatto con l’Esistenza (Dao, Dio).
Tutto ciò accade perché la mente è divenuta il nostro padrone e prende il suo potere creando l’illusione che noi siamo la mente.
Siamo completamente identificati con la nostra mente e incapaci di disciplinarla per usarla, quando serve, come uno strumento.
L’Io-mente (con tutti i suoi desideri, paure, piaceri e  dolori, insicurezze e dipendenze) è il nostro falso sé e ci impedisce di entrare in contatto con il vero sé che attende di essere ri-conosciuto dentro di noi come natura vera,  la nostra essenza stessa.

Come sottrarsi al dominio della mente [2]?
L’inizio della libertà accade nel momento in cui portiamo la nostra consapevolezza verso l’interno e  rivolgiamo il centro dell’attenzione al momento presente.
Siamo intensamente e totalmente assorbiti da ciò che sta accadendo proprio ora al nostro interno: si crea così un intervallo senza mente in cui si è altamente vigili e consapevoli ma non si sta pensando.
Quando si verificano questi intervalli si avverte una certa quiete e pace interiori.  Con la pratica il senso di pace e di tranquillità si approfondisce.
Ricondurre l’energia degli organi di senso verso l’interno.
I nostri sensi – vista, udito, odorato, gusto e tatto – sono normalmente utilizzati per mettere la persona in contatto con il mondo esterno.
La luce dei sensi illumina ciò che sta fuori di noi ed è lì che impariamo a cercare ciò che ci serve per soddisfare i bisogni del nostro corpo (cibo, calore, colori, suoni, odori) e della nostra mente (piacere, desideri, sensazioni).
Ma la stessa consapevolezza che con il veicolo dei sensi è orientata verso il mondo esterno, può fluire verso l’interno, quando l’energia dei cinque sensi inverte la direzione.
Nei testi taoisti vi è l’invito a sperimentare il risultato di questa inversione di direzione dell’energia dei cinque sensi.

Parafrasando questi testi possiamo descrivere questo processo come segue:

  • Le orecchie e l’udito sono connessi con i Reni. Occorre ‘chiudere le orecchie’ (non ascoltare): se l’energia dei Reni non è dispersa, essa ritorna al dantian [3].
  • Gli occhi e la vista dipendono dal Fegato. Occorre rivolgere lo sguardo verso l’interno (abbassando le palpebre). Se gli occhi, ambasciatori dello spirito non vedono, l’energia del Fegato non è dispersa, ed essa ritorna al dantian.
  • La bocca e il gusto dipendono dalla Milza. Non prestare attenzione ai sapori e l’energia della Milza ritorna al dantian.
  • Il naso e l’odorato dipendono dal Polmone.  Non prestare attenzione agli  odori e l’energia del Polmone ritorna al dantian.
  • Il senso del tatto dipende dal Cuore/mente che riconosce e organizza gli stimoli sensoriali esterni. Non prestare attenzione alle sensazioni tattili e l’energia del Cuore ritorna al dantian.
  • Anche la parola appartiene al Cuore. Non parlare, se non è necessario. Stare in silenzio equivale a  preservare l’energia non disperdendola verso l’esterno con le parole.

Quando, dunque, tutti gli orifizi sensoriali della testa sono ‘chiusi’ la consapevolezza rimane dentro e l’attenzione si sposta dal mondo materiale al mondo sottile e si attiva un nuovo organo sensoriale, l’occhio celeste’ (altrimenti detto ‘terzo occhio’ o dantian superiore), capace di vedere e sentire l’energia così com’è all’interno del corpo.
Solo rivolgendo la luce della consapevolezza all’interno si può illuminare la ‘vera realtà’ del ‘Cuore vero’ e tagliare le ‘sei radici’.
Quando il Cuore è tornato puro e chiaro è possibile accedere alla vera conoscenza e tagliare le radici di quella falsa.

Come procedere nella pratica?
Trovare il proprio centro di stabilità, rivolgendo l’attenzione su un punto, ad esempio uno dei tre  dantian e mantenerla.
Potrà accadere che ci siano interferenze, vale a dire che ci venga in mente qualcosa. Il fatto di rendersene conto indica la nostra presenza e quindi la possibilità di ricondurre la consapevolezza al dantian.
Quindi non bisogna temere che arrivi un pensiero, ma di non accorgersene.
Quasi inavvertitamente, nel momento stesso in cui la consapevolezza è tutta rivolta verso l’interno e nel presente, accade la regolazione del Cuore, e quella del respiro ne sarà la naturale conseguenza.

Semplici ed efficaci tecniche per conseguire la quiete del Cuore sono le seguenti:

  • Abbassare le palpebre e rivolgere lo sguardo all’interno, verso ‘l’occhio celeste’ (dantian superiore)
  • Appoggiare la lingua al palato superiore, subito dietro gli incisivi
  • Appoggiare il pollice sul punto PC8 (laogong) e chiudere le mani a pugno
  • Visualizzare l’immagine del fiore di loto che sboccia nel Cuore.

Note
1. Esistono cinque ‘falsi cuori’ (la brama di ricchezze, fama, potere, piacere ecc.; il rancore, l’accidia, l’orgoglio, la diffidenza) che danneggiano e offuscano ‘il Cuore vero’. Si vive nelle preoccupazioni perché i ‘cinque falsi Cuori’ occultano il ‘Cuore vero’ che è il Cuore originario.
2.
Se non sarete voi il padrone, vi allontanerete sempre di più da casa. Se invece lo sarete, allora incomincerete il vostro ritorno alla fonte originaria. Se non sarete il padrone, l’energia si allontanerà da voi in direzione delle cose, delle persone, del potere, del prestigio, della fama. L’energia continuerà ad allontanarsi sempre più verso la periferia. Una volta che sarete il padrone, invece, l’energia comincerà il suo cammino di ritorno verso casa. Se siete voi il padrone, la mente vi seguirà come un’ombra. Se non lo siete, dovrete seguire la mente come un’ombra. Mente significa energia che fuoriesce, laddove meditazione significa energia che entra: è la medesima energia, solo la  direzione è differente”. Bhagwan Shree Raineesh. ‘La ricerca. Conversazioni sui Dieci Tori Zen’.
3
. I dantian sono centri di trasformazione dell’energia sottile: quello inferiore è localizzato nell’area ombelicale, quello mediano è localizzato a livello del petto e quello superiore è situato nello spazio compreso tra i due sopraccigli.

Articolo di: Dott.ssa Caterina Martucci

Fonte: www.lalungavitaterapie.it

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