ambiente ed ecologia

Animali: 10 specie a rischio di estinzione

5 Giu , 2010  

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Il 20 maggio si è aperta la Conferenza Nazionale per la Biodiversità che farà il punto sulla situazione italiana dei diversi animali e vegetali che stanno scomparendo dal nostro ecosistema.
Nell’anno della biodiversità, prendendo anche spunto dal rapporto della Wildlife Conservation Society, che punta i riflettori su mammiferi, anfibi, rettili e uccelli considerati “a rischio critico” dalla IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, abbiamo voluto stilare una triste classifica delle specie animali nel mondo che rischiano l’estinzione in pochi anni per via della deforestazione e la conseguente perdita degli habitat unitamente all’inquinamento, sia industriale che agricolo.

1) Testuggine Angonoka (Astrochelys yniphora)
La testuggine Angonoka è endemica del Madagascar ed è considerata la tartaruga più rara del mondo.
Dalle più recenti valutazioni della IUCN si stima che sopravviva una popolazione di circa 400 individui confinata su un territorio di 60 km2 a Baly Bay nel Madagascar nordoccidentale.
Tra le principali cause di questa complessa situazione c’è sicuramente la scomparsa dell’habitat di questa specie per mano dell’uomo.
La foresta è data alle fiamme per lasciare posto a nuove aree destinate all’agricoltura e all’allevamento del bestiame. Inoltre oggi è una delle prede più ambite dai trafficanti di specie esotiche.
Potrebbe estinguersi nei prossimi 30 anni.

2) Coccodrillo di Cuba (Crocodylus rhombifer)
La popolazione di questo rettile è  ridotta a poco più di 4.000 esemplari distribuiti in due piccole aree dell’isola.
Gli studiosi ritengono che buona parte di questi animali sia però composta di ibridi: incroci con il più comune coccodrillo americano (Crocodylus acutus).
Il coccodrillo di cuba viene fortemente cacciato per le sue carni.

3) Rana occhi verdi (Lithobates vibicarius)
Anche questa piccola rana, lunga circa 6 cm, rischia l’estinzione. Ne restano alcune centinaia distribuite tra Panama e la Costa Rica.
Oltre alla scomparsa del suo habitat, dovuto alla deforestazione e all’inquinamento, a minacciare il malcapitato anfibio si è aggiunto il chitridio (Batrachochytrium dendrobatidis), un fungo che sta uccidendo diversi anfibi nel mondo.

4) Orango di Sumatra (Pongo abelii)
Rappresenta un po’ il simbolo della Campagna di deforestazione di Greenpeace.
L’orango di Sumatra rischia di estinguersi prima ancora che gli scienziati abbiano il tempo di studiarlo approfonditamente.
È presente esclusivamente nella provincia di Aceh, nel sud dell’isola di Sumatra.
La popolazione è ridotta a circa 6.000 individui.
Il loro habitat è stato soppiantato dalle coltivazioni di palme da olio e spesso gli esemplari più giovani cadono nelle mani dei trafficanti di specie esotiche.

5) Presbite dalla testa bianca (Trachypithecus poliocephalus)
Il presbite dalla testa bianca è una scimmia originaria dell’isola di Cat Ba, nella Baia di Ha Long, in Vietnam.
È di colore completamente nero, ma la sommità del capo, le guance e il collo sono di colore bianco.
Hanno abitudini diurne e sono molto socievoli. Purtroppo ne restano solo 60 esemplari.
Oltre alla perdita dell’habitat la popolazione è decimata dai cacciatori: dal corpo delle scimmie vengono estratte diverse sostanze utilizzate nella medicina tradizionale cinese.

6) Il pipistrello della Florida (Eumops floridanus)
Questo pipistrello è il più grande presente in Florida, e fino al 2002 era considerato estinto. Gli scienziati ne scoprirono una piccolissima colonia a Fort Myers e oggi la sua popolazione è composta di cento esemplari. Risente dell’inquinamento e del degrado dei luoghi dove vive e si riproduce.

7) Vaquita (Phocoena sinus)
La focena del Golfo della California, o vaquita (“piccola vacca” in spagnolo) è il cetaceo più minacciato al mondo.
È presente esclusivamente nel Messico settentrionale dove è minacciata dalle reti dei pescatori, alle quali resta spesso impigliata.
Oggi ne restano in natura solo 150 individui.
Per salvarli il governo messicano ha vietato l’uso di alcuni tipi di rete da pesca, considerati estremamente pericolosi per i cetacei.

8) Urocione delle Channel Islands (Urocyon littoralis)
L’urocione è una piccola volpe nativa di 6 delle 8 isole dell’arcipelago delle Channel Islands in California.
È una delle specie più minacciate al mondo con una popolazione di soli mille esemplari.
Tra le ragioni di tale declino ci sono le malattie portate dai cani domestici e la predazione da parte dell’aquila reale.

9) Damalisco di Hunter (Beatragus hunteri)
Il damalisco di Hunter è un’antilope africana, presente in una regione ristretta fra il fiume Tana (Kenya) e il fiume Juba in Somalia, e nel Parco di Tsavo Est (Kenya).
Ne restano solo 600 individui minacciati dalla perdita dell’habitat. La popolazione di damalischi negli anni ha subito due periodi di contrazione.
Nel periodo 1976-1978, la popolazione è scesa da 14.000 a 2.000 individui e nel 1995, probabilmente a causa di un incremento del bracconaggio, la popolazione è crollata fino a 600 individui.
Il Kenya sta portando avanti alcuni progetti di conservazione, difendendo una piccola popolazione di un centinaio di capi, nel parco di Tsavo Est.

10) Tortora di Grenada (Leptotila wellsi)
Questo uccello dal petto rosa è uno degli animali più rappresentativi dell’isola caraibica di Grenada. La sua popolazione conta oggi poco più di 150 individui
Per proteggere la piccola colonia di tortore il governo ha varato un piano decennale.

Articolo di: Lorenzo De Ritis

Fonte: www.greenme.it

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