alchimia ed esoterismo

Esoterismo: itinerari ai confini della conoscenza

3 Giu , 2010  

Negli ultimi anni è aumentato l’interesse per i tour del mistero legati a storie esoteriche o alchemiche, itinerari ai confini della conoscenza, dove le vicende storiche hanno significati più profondi o altri rispetto a quelli che abbiamo appreso sui libri di scuola e dove i simboli magici, alchemici, cabalistici attraverso la via della metafisica e dell’esoterismo guidano alla scoperta di un mondo parallelo.
Proveremo a delineare un itinerario esoterico in alcune città italiane alla scoperta di luoghi insoliti, poco battuti dal turismo tradizionale, ma dal fascino occulto.

Cominciamo da Roma, protagonista di un altro best seller di Dan Brown, Angeli e Demoni, ambientato nella città eterna.
Uno dei simboli più importanti che restano della Roma iniziatica del 1600 d.C. è la Porta Alchemica, meglio conosciuta come “Porta Magica”, ma anche “Porta Ermetica” o “Porta dei Cieli”.
A poca distanza dalla Stazione Termini si trova l’ultimo portale in pietra di quella che un tempo era la villa del Marchese Massimiliano Palombara (1614-1680) appassionato di alchimia e membro dei Rosacroce, un leggendario ordine segreto che sarebbe nato nel XV secolo e la cui conoscenza venne diffusa nel corso del XVII secolo.
All’ordine erano associati i simboli della rosa e della croce. La società dei Rosacroce si basava sugli scritti di John Dee mago di corte della Regina Elisabetta I d’Inghilterra.
Attualmente al posto della Villa del Marchese Palombara si trova Piazza Vittorio Emanuele con i suoi giardini. La porta venne edificata, insieme ad altre quattro, oramai perdute, nella seconda metà del Seicento.
Sulla sua superficie si trovano incisi dei simboli alchemici in quanto il marchese era un appassionato di ermetismo ed esoterismo.
Sull’architrave si possono leggere i simboli del sole e dell’oro e il sigillo di Salomone. Sugli stipiti si trovano i simboli dei pianeti con i loro corrispettivi metalli e delle misteriose iscrizioni in latino.
Tuttavia sono molti gli edifici di ogni epoca che interpretano principi alchemici, formule magiche, oroscopi e movimenti astrali.
Altri luoghi iniziatici nella capitale sono il Palazzo Falconieri, in Via Giulia, dove si trovano simboli alchemici tra i quali il sole e il serpente che si morde la coda, rappresentazione della ciclicità del tempo; Palazzo Corsini frequentato dalla regina Cristina di Svezia, appassionata di alchimia; Castel Sant’Angelo dove visse gli ultimi anni della sua vita Francesco Giuseppe Borri alchimista e medico italiano che aveva aiutato Palombara a costruire la Porta.
Segnaliamo anche la Basilica di Santa Maria in Trastevere dove è presente il simbolo del labirinto e la Basilica di San Paolo fuori le mura.
Un forte componente esoterica hanno le opere di Francesco Borromini: la Basilica di San Giovanni in Laterano, la Chiesa di San Carlino e di Sant’Ivo alla Sapienza.
Un filo rosso legato alla presenza dei Templari in tutta Europa sta alla base di numerosissimi itinerari alla scoperta di questo affascinante e misterioso ordine cavalleresco.
A Roma ricordiamo il complesso dell’Aventino ideato e realizzato dal celebre architetto Giovan Battista Piranesi, nel XVIII secolo. Simboleggia una gigantesca nave. L’intero Aventino anticamente era un luogo sacro ai Templari e secondo lo studioso Maurizio Calvesi, l’architetto Piranesi sarebbe stato un massone.
Seguendo un unico simbolo si potrebbe andare a caccia del noto Quadrato del Satòr.
Si tratta di una ricorrente iscrizione latina in forma di quadrato magico composta dalle seguenti parole:  sator, arepo, tenet, opera, rotas.
Sono moltissimi i siti in cui si è rinvenuta questa iscrizione della quale rimangono ancora oscuri tutti i significati simbolici nonostante le numerose ipotesi fatte in merito da studiosi di esoterismo e archeologi.
La giustapposizione di queste parole nell’ordine indicato da luogo a un palindromo ovvero una frase che rimane identica a se stessa se letta da sinistra a destra o viceversa.
Esempi di questa iscrizione sono stati rinvenuti nelle rovine romane di Cirencester (l’antica Corinium) in Inghilterra, nel castello di Rochemaure (Rhône-Alpes), a Oppède in Vaucluse, a Siena, sulla parete del Duomo cittadino di fronte al Palazzo Arcivescovile, nella Certosa di Trisulti a Collepardo (FR), a Santiago di Compostela in Spagna, ad Altofen in Ungheria, a Riva San Vitale in Svizzera, solo per citarne alcuni.
A volte le cinque parole si trovano disposte in forma radiale, come nell’abbazia di Valvisciolo a Sermoneta (Latina), oppure in forma circolare, come nella Collegiata di Sant’Orso di Aosta.
Altre chiese medioevali ancora, nelle quali si registra, in Italia, la presenza della frase palindroma (in forma di quadrato magico oppure in forma radiale o circolare) sono: la Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, la chiesa di San Pietro ad Oratorium a Capestrano, in provincia dell’Aquila, la Chiesa di San Michele ad Arcè, frazione di Pescantina (Verona).
L’esempio più antico e più celebre è quello rinvenuto nel 1925 negli scavi di Pompei, inciso sulle scanalature di una colonna della Grande Palestra.
Molte di queste località furono possedimenti dei Cavalieri Templari dunque gli studiosi hanno ipotizzato un legame tra il magico quadrato ed il famoso ordine monastico-cavalleresco: sembra infatti che i Cavalieri adottassero questo simbolo per contrassegnare dei luoghi particolari o per trasmettere delle preziose informazioni esoteriche in forma codificata. Da un censimento risulta inoltre che la maggior parte delle presenze del quadrato sul suolo italiano è databile attorno al XII-XIII secolo e che nelle dette località è possibile attestare la presenza dei Templari o, comunque, dei Frati Cistercensi, che con i Templari erano in stretto rapporto.
In periodo rinascimentale sono molti gli edifici che racchiudono i simboli della più evoluta simbologia esoterica.
Possiamo, ad esempio citare, il Tempio Malatestiano di Rimini realizzato dal grande architetto Leon Battista Alberti voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta a partire dal 1464. La simbologia esoterica raggiunge il culmine nelle formelle scolpite da Agostino Duccio all’interno della Cappella dei Pianeti.
Castel del Monte nei pressi di Andria in Puglia, voluto da Federico II, è un mirabilie esempio nel quale si fondono rigidi principi architettonici e simbolici.
L’ottagono su cui è articolata la pianta del complesso e dei suoi elementi è una forma geometrica fortemente simbolica: si tratta della figura intermedia tra il quadrato, simbolo della terra, e il cerchio, che rappresenta l’infinità del cielo, e quindi segnerebbe il passaggio dell’uno all’altro.
La scelta dell’ottagono potrebbe derivare dalla Cupola della Roccia a Gerusalemme, che Federico II aveva visto durante la sesta crociata, o dalla Cappella Palatina di Aquisgrana.
Il numero otto ricorre in vari elementi di questa costruzione: la forma ottagonale della costruzione, del cortile interno e delle otto torri ai vertici, le otto stanze interne, la vasca interna che doveva essere ottagonale, otto fiori quadrifogli sulla cornice sinistra sul portale di ingresso, altri otto sulla cornice inferiore, otto foglie sui capitelli delle colonne nelle stanze, otto foglie sulla chiave di volta, otto foglie di vite sulla chiave di volta della prima sala del piano terra, otto foglie di girasole sulla chiave di volta di un’altra sala, otto foglie ed otto petali su quella della quinta sala, otto foglie di acanto sulla chiave di volta dell’ottava sala, otto foglie di fico sulla chiave di volta dell’ottava sala al piano superiore.
Anche la città di Milano può vantare la sua tradizione esoterica. Si prenda ad esempio la Colonna del Diavolo all’interno della Basilica di Sant’Ambrogio, architettura ricca di simboli; o il Parco della Basiliche dietro la Chiesa di Sant’Eustorgio dove si narra si bruciassero le streghe.
Tra le leggende milanesi si racconta quella del mistero della donna velata di nero che passeggerebbe nel Parco Sempione teatro di eventi delittuosi, o ancora i racconti di Porta Romana, luogo dove si trovano numerose testimonianze della diffusione del Cristianesimo e della persistenza di antichi riti di purificazione pagani.
Tappa obbligata nel capoluogo lombardo è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie dove, nel refettorio, si trova il dipinto dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, protagonista del Codice da Vinci, e che è stato parecchie volte letto in chiave esoterica.

Fonte: www.bed-and-breakfast.it

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