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Economia verde e biodiversità: ecco i vincitori del premio “champions of the Earth”

24 Apr , 2010  

Durante il B4E, the Business for Environment Global Summit in corso a Seoul, in Corea del sud, L’Unep ha annunciato i vincitori 2010 del premio “Champions of the Earth”, il maggiore riconoscimento dell’Onu in campo ambientale.Creato nel 2004 con lo scopo di ricompensare le realizzazioni nei settori dell’impresa, della politica e della leadership, della scienza e dell”innovazione, e dell’ispirazione ad azioni concrete.
Quest’anno è stata aggiunta una categoria speciale: biodiversità e gestione degli ecosistemi.

Secondo il segretario dell’Unep, Achim Steiner «I 6 vincitori simboleggiano alcuni dei principali pilastri sui quali la società può costruire una crescita verde ed uno sviluppo che unisca 6 miliardi di persone, invece di dividerle».
Ecco i “Champions of the Earth 2010”:
Visione imprenditoriale: Khosla Vinod per Khosla Ventures.
Khosla Vinod è un leggendario capitalista di ventura e co-fondatore di Sun Microsystems. È soprannominato “mister green” della Silicon Valley. Nel settembre 2009 la sua impresa Khosla Ventures ha annunciato di aver messo insieme 1,1 miliardi di dollari in un “green fund” da utilizzare per sviluppare le energie rinnovabili ed altre tecnologie pulite. Un bell’aiuto per gli investimenti di capitale nelle tecnologie verdi che stavano stentando a causa della crisi economica. 800 milioni di dollari del fondo sono per le tecnologie già testate, 275 milioni per piccolo investimenti nelle imprese delle tecnologie meno sviluppate. Khosla ha lanciato diverse start-ups ambientali per tentare di ridurre la dipendenza dal petrolio e dice che la rivoluzione, già in atto, delle soluzioni per rimpiazzare il petrolio sarà molto  più grande della rivoluzione di internet degli anni 90.
Politiche e leadership: Mohamed Nasheed.
Il presidente delle Maldive eletto nel 2008 nelle prime elezioni democratiche del suo Paese, è riconosciuto a livello mondiale come uno dei leader nella lotta al cambiamento climatico e per le sue campagne di sensibilizzazione sui problemi ambientali, in particolare quelli legati ai piccoli Stati insulari. Ha svolto un importante ruolo nella conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici di Copenhagen ed ha ottenuto la ribalta dei media mondiali organizzando prima del summit dell’Unfcc una riunione subacquea del suo governo, per evidenziare le gravi minacce che il global warming pongono alle Maldive. Nasheed si è impegnato a fare delle Maldive, entro il  2020, il primo Paese cabon neutral. A causa dell’innalzamento del livello del mare, Nasheed ha lanciato una campagna per l’acquisto di territori sui quali costruire il nuove Stato delle Maldive, quando il suo arcipelago scomparirà nell’Oceano Indiano. Intanto promuove campagne per proteggere le barriere coralline che hanno contribuito a salvare le Maldive dallo tsunami del 2005. «Il presidente Nasheed – si legge nella motivazione del premio – continua ad esortare i dirigenti dei diversi Paesi in via di sviluppo o vulnerabili, come le Maldive, a rompere con il dogma della crescita ad ogni costo e ad adottare delle tecnologie verdi per un futuro carbon neutral».
Scienza e innovazione: Taro Takahashi.
È uno scienziato giapponese con un dottorato in scienze della terra che, dopo aver svolto prestigiosi incarichi, attualmente è Senior Scholar al Lmont-Doherty Earth Observatory della Colombia University a New York. Takahashi ha dedicato 5 anni della sua vita a scoprire il funzionamento dei cicli del carbonio negli oceani, sulla terra e nell’atmosfera. Il suo lavoro costituisce il fondamento sul quale sono costruite tutte le attuali ricerche sul ciclo del carbonio Ha scoperto che la maggioranza delle emissioni mondiali di C02 è stoccata negli oceani ed ha fatto importanti ricerche sull’assorbimento oceanico e le sue variazioni in funzione della temperature dell’acqua o delle stagioni. Takahashi ha spiegato che la sua ricerca principale «Punta a comprendere la sorte della CO2 industriale nell’aria. Spero che il mio studio condurrà ad una migliore e quindi ad una comprensione affidabile della capacità degli oceani di assorbire la CO2 industriale. L’idea è quella di stimare l”ampiezza della capacità degli oceani di regolare il clima».
Ispirazione e azione: Zaher Mostapha e  Xun Zhou.
Il quarantaseienne principe afghano Zaher Mostapha è direttore dell’Agenzia nazionale afghana di protezione dell’ambiente (Nepa) e negli ultimi 5 anni ha lavorato per ripristinare un ambiente devastato da 25 anni di guerra e per dare al suo Paese un futuro di pace «Continua a trovare soluzioni pulite, efficaci e redditizie per i cittadini di una delle nazioni più povere del pianeta», spiega l’Unep. Dopo essere tornato in Afghanistan nel 2004, ed aver lasciato il suo posto di ambasciatore italiano, Zaher ha diretto la Nepa con un’idea precisa: trasformare l’ex riserva di caccia reale in una riserva naturale aperta a tutti gli afghani. Ha riscritto le leggi ambientali e soprattutto un articolo della Costituzione che ora dice che è responsabilità di ogni cittadino «proteggere e preservare l’ambiente e lasciarlo in eredità alla prossima generazione in uno stato il più intatto possibile». Sotto la sua guida la Nepa sta lavorando per ridurre l’inquinamento dell’aria di Kabul dal 10 al 12% entro il 2012 ed ha dedicato almeno il 3% del suo bilancio alla ricerca ambientale ed allo sviluppo. Insieme al ministero dell’energia spera di realizzare impianti eolici e solari per dare energia pulita agli afghani.
Zhou Xun è una delle attrici più famose della Cina e dedica gran parte del suo tempo a promuovere “consigli per vivere verde” attraverso l’iniziativa “Our Part” che conduce insieme all’ United Nations Development Programme (Undp). Xun incoraggia i cinesi a ridurre la loro impronta di carbonio cambiando le loro abitudini quotidiane, piccolo cose che potrebbero fare la differenza nel Paese più popoloso del mondo. Zhou Xun evidenzia che «Se ogni famiglia che possiede un’auto in Cina viaggiasse solo 200 km in meno all’anno, le emissioni di CO2 annuali si ridurrebbero di 460.000 tonnellate. Piccoli sforzi come quello di staccare gli apparecchi elettrici potrebbero avere un impatto enorme in Cina, un Paese che conta più di 300 milioni di televisori e 500 milioni di telefonini». Nel 2008 la Xun è stata nominata ambasciatrice di buona volontà dell’Undp in Cina per la sua particolare attenzione alla promozione della sostenibilità e sarà l’ambasciatrice “verde” dell’Expo universale di Shanghai 2010.
Categoria speciale Biodiversità & Gestione degli Ecosistemi: Bharrat Jagdeo.
È il quarantacinquenne presidente della Guyana (ed ex ministro delle finanze) che è diventato noto a livello internazionale per le sue ferme posizioni ambientaliste. Come presidente di un Paese del Sudamerica che ha 40 milioni di acri di foresta tropicale intatta, Jagdeo ha chiesto ai donatori ed agli investitori internazionali di pagare per la protezione delle foreste della Guyanaacquistando carboin credit, oppure investendo nell’eco-turismo e m nella ricerca farmaceutica. Con le entrate di questi progetti, Jagdeo progetta di migliorare le infrastrutture costiere del suo Paese per proteggerlo dall’innalzamento del livello del mare. Il presidente guyanense ha proposto che il programma Reduced Emission from Deforestation and Forest Degradation (Redd) dell’Onu adotti il modello Guyana per la gestione delle foreste ed ha anche incoraggiato tutti i paesi del mondo «A vivere in maniera sostenibile perché è economicamente più prudente proteggere le foreste che abbatterle».

Fonte: www.greenreport.it

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