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Akira Kurosawa: nel centenario della nascita ricordato da Google

23 Mar , 2010  

Ormai da tempo il motore di ricerca Google ha scelto di omaggiare personaggi ed eventi importanti personalizzando il proprio logo.
Oggi è visualizzata un’immagine di Akira Kurosawa, il più famoso regista giapponese del dopoguerra, morto solo 12 anni fa, che Google ha deciso di omaggiare per ricordare il centenario della sua nascita.

L’immagine raffigura il regista e la sua macchina da presa che gli permise di realizzare film bellissimi, vincitori di molti premi compreso tre oscar (miglior fil straniero per Rashōmon nel 1952, miglior film straniero per Dersu Uzala – Il piccolo uomo delle grandi pianure nel 1976 e alla carriera nel 1990), grazie a particolari angolature, piani risolutivi e a tecniche ritenute innovative soprattutto in fase di montaggio.

Ecco un breve ritratto realizzato da Francesca Paciulli.
Tora! Tora! Tora!; Trono di sangue; I sette samurai: sono solo tre dei titoli più rappresentativi della prolifica filmografia dello sceneggiatore e regista nipponico Akira Kurosawa.
Classe 1910, originario di Omori, Tokio, Akira è l’ultimo di sei figli e deve gran parte della sua formazione al fratello Heigo, grande appassionato di cinema.
Avvicinatosi al mondo dell’arte attraverso la pittura, Kurosawa diventa in seguito aiuto regista negli studi P.C.L. e, successivamente, presso la casa di produzione Toho.
In quegli anni collabora in particolare con il regista Kajiro Yamamoto e scrive sceneggiature che restano in gran parte non accreditate.
La sua prima firma in sceneggiatura è proprio in un film di Yamamoto, Uma (Il cavallo, 1940).
Nel 1943, passa alla regia con Sugata Sanshiro (La leggenda dello judo), dedicato alla storia di Saigo Shiro, un jodoka realmente esistito alla fine dell’Ottocento.
La sua padronanza espressiva e stilistica si affina con il successivo L’angelo ubriaco, l’inusuale storia d’amicizia tra un giovane capomafia malato e un medico alcolizzato che prova a salvarlo.
Il film segna l’esordio di Toshirô Mifune, da allora attore feticcio di Kurosawa.
Sempre più apprezzato dalla critica internazionale, il regista firma la regia del thriller Cane randagio e del suggestivo Rashomon con il quale vince il Leone d’oro a Venezia.
Seguono L’idiota, ispirato al romanzo omonimo di Dostoevskij e Vivere.
Nel 1954 con I sette samurai vince un nuovo Leone d’Oro e sei anni dopo darà ad Hollywood l’idea per un remake, il western I magnifici sette.
Forte dei copiosi riconoscimenti internazionali, per diversi anni Kurosawa gira un film dietro l’altro: da Trono di sangue, ispirato al Macbeth shakespeariano, a La fortezza nascosta; da La sfida del samurai a Barbarossa; da Kagemusha – L’ombra del guerriero a Ran.
Visionario e onirico in Sogni, struggente e malinconico in Rapsodia in agosto, Kurosawa firma l’ultimo suo film, Madadayo – Il compleanno, nel 1993.
Il ruolo principale è quello del vecchio professor Hyakken Uchida (Tatsuo Matsumura) che nel 1943 decide di abbandonare l’insegnamento per dedicarsi alla carriera di scrittore.

Fonte: www.movieplayer.it

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