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Associazione donne tibetane: dichiarazione nel 51° anniversario dell’insurrezione delle donne di Lhasa

13 Mar , 2010  

Oggi, 12 marzo 2010, è una data di importanza storica per le donne tibetane in tutto il mondo perché celebrano il 51° anniversario della Sollevazione Nazionale delle Donne Tibetane in Tibet.
Ripercorrendo i 51 anni della loro lotta, si evidenziano l’incessante impegno, la perseveranza e la totale dedizione che caratterizzano il ruolo svolto dalle donne nella lotta per la libertà del Tibet.
Nell’arco degli ultimi cinquantuno anni le donne tibetane hanno affrontato con coraggio l’illegale occupazione del Tibet da parte del governo cinese e hanno fatto mostra del loro eroismo nell’affrontare le numerose atrocità perpetrate ai danni del popolo tibetano. Fin dalla sua fondazione, nel 1959, a Lhasa, l’Associazione delle Donne Tibetane si è incessantemente adoperata per mobilitare la battaglia politica e per preservare e promuovere la cultura e la religione tibetana.
A Pechino, dal 26 al 31 gennaio 2010, si è tenuta la nona tornata di colloqui tra tibetani e cinesi. Questa volta però non abbiamo visto alcun risultato concreto. Anziché condividere le preoccupazioni di Sua Santità il Dalai Lama per le condizioni dei tibetani in Tibet e la sua visione volta a trovare una soluzione di reciproco vantaggio, di beneficio sia per i tibetani sia per i cinesi, il governo di Pechino ha perseverato nel suo biasimevole gioco e non ha mostrato alcuna volontà di risolvere la crisi tibetana.
Il governo cinese deve capire l’incontrovertibile fatto che la soluzione del problema tibetano non è soltanto nell’interesse del Tibet ma anche della Cina. Ne sono prova tangibile le espressioni di dissenso degli intellettuali cinesi. Il popolo cinese continua a pagare le conseguenze della repressione del regime comunista poiché sono del tutto assenti in Cina un governo democratico, un sistema giudiziario imparziale e la libertà di espressione.
Tutto ciò ha danneggiato l’immagine della Cina e la sua posizione a livello internazionale. Allo stesso modo, le pessime politiche del partito Comunista cinese contraddicono e sviliscono il motto “unità, forza e potere” ben visibile in ogni iscrizione della Repubblica Popolare e in cima a tutte le delibere dei leader cinesi.
Oggi il Tibet è in catene, stretto nella morsa di violazioni di ogni genere, siano esse quelle dei diritti umani, del degrado ambientale o del deterioramento della cultura e della religione. Con il pretesto di uno sviluppo moderno, l’ambiente tibetano sta subendo una devastazione senza precedenti. La deforestazione, l’inquinamento delle acque, la costruzione di dighe e lo sfruttamento intensivo del sottosuolo hanno ridotto in condizioni critiche il fragile ambiente del Tibet.
Dal 2008, i tibetani all’interno del Tibet continuano a subire la brutale repressione iniziata dopo la loro pacifica insurrezione nazionale. Le prigioniere politiche, come Norzin Wangmo, trent’anni, imprigionata per aver fatto una telefonata in India durante la sollevazione del 2008, e la monaca Sangye Lhamo, ventisei anni, arrestata per aver distribuito volantini e augurato lunga vita a Sua Santità il Dalai Lama, sono state interrogate, torturate e condannate a lunghi periodi di detenzione.
Ma queste misure violente non hanno diminuito la forza e la determinazione del popolo tibetano e, anche oggi, scrittrici coraggiose come Woeser e Jamyng Kyi continuano a usare la penna e i loro numerosi articoli e libri testimoniano l’indomito spirito e coraggio delle donne tibetane.
Per quest’anno, l’Associazione delle Donne Tibetane annuncia due nuovi programmi:
1. Programma del Sodalizio dell’Associazione Donne Tibetane, allo scopo di portare avanti l’ambiziosa iniziativa di educare una nuova generazione di donne tibetane. Questo programma di studi avanzati e specialistici è stato ispirato da Sua Santità il Dalai Lama che ha suggerito e incoraggiato le donne tibetane a distinguersi in programmi di studio specializzati mirati a creare una classe di donne tibetane istruite, professionali e di potere per un futuro Tibet.
2. Creazione di un Ufficio per il Potere alle Donne, per diffondere la conoscenza dell’impatto dei cambiamenti climatici nell’ecosistema tibetano e la conoscenza della condizione della donna tibetana. L’Ufficio dell’Ambiente ha lo scopo di fornire utili informazioni atte a illustrare alla comunità internazionale l’importante problema del cambiamento climatico in Tibet e di intraprendere azioni concrete e campagne per combattere le conseguenze distruttive di quelle politiche che influiscono sulla vita sociale dei tibetani. L’Ufficio dell’Ambiente ritiene suo imperativo occuparsi delle politiche ambientali cinesi che violano i diritti umani dei tibetani che vivono in Tibet.
Nonostante sessant’anni di oppressione e di governo dispotico del Partito Comunista Cinese, la determinazione e la generosa lotta dei tibetani all’interno del Tibet è un fenomeno unico e senza uguali. L’eroismo, l’estremo coraggio e la determinazione a non mollare mai dimostrata dai nostri fratelli e sorelle ha infuso ai tibetani in esilio un forte senso di coraggio, solidarietà e risolutezza. Rafforzati nello spirito, siamo pronti a proseguire con fermezza nei nostri sforzi e ad adoperarci instancabilmente e senza fine per mettere in atto il consiglio del nostro amato leader, Sua Santità il Dalai Lama e non deludere le sue aspettative. A tutti i tibetani nel mondo rivolgiamo la pressante richiesta di dare ascolto ai messaggi di Sua Santità il Dalai Lama e di impegnarsi al massimo affinché si realizzino la sua visione e le sue speranze.
Nel portare avanti, ai massimi livelli, la nostra battaglia, la sede centrale dell’Associazione delle Donne Tibetane e le sue 49 sezioni hanno finora compiuto un encomiabile lavoro. La crescita e la diffusione dell’Associazione è testimoniata dalla costituzione, quest’anno, di tre nuove sezioni, nel Vermont (U.S.A.), a Taipei (Taiwan) e a Copenhagen (Danimarca).
Vogliamo migliorare le nostre iniziative e raddoppiare il nostro impegno, fino a raggiungere il fine ultimo, la soluzione della crisi tibetana.
Il sublime coraggio dei tibetani in Tibet, l’impegno e l’azione di quelli in esilio, la guida ispirante e concreta di Sua Santità il Dalai Lama, il crescente sostegno internazionale alla causa tibetana e la Verità, la nostra arma più forte, finiranno col trionfare e ci porteranno alla vittoria.
Bod Gya Lo

L’Associazione delle Donne Tibetane (TWA) ha 52 sezioni regionali e più di 15.000 iscritti fuori dal Tibet. Oggi, è la seconda Organizzazione non Governativa tibetana in esilio come numero di iscritti.
Si batte per il riconoscimento dei diritti umani alle donne in Tibet e lavora per dare voce alle donne in esilio, soprattutto alle nuove arrivate dal Tibet.
Per informazioni:
www.tibetanwomen.org

Articolo fornito da: Istituto Samantabhadra
Traduzione a cura dell’Associazione Italia-Tibet

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