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Inizia l’anno della tigre: speriamo che non sia l’anno della sua estinzione…

25 Gen , 2010  

2010 l'anno della tigre

A conclusione della serie di articoli sullo zodiaco cinese e i suoi 12 animali, ma soprattutto dopo l’enfasi e l’accento posti sull’inizio, il 14 febbraio 2010, dell’anno della tigre secondo l’astrologia cinese, sento l’obbligo di sottoporvi alcuni dati che mettono in evidenza il rischio concreto che la Panthera Tigris (nome scientifico della tigre) sia vicina all’estinzione.
Secondo il Wwf questo animale è al primo posto tra le dieci specie maggiormente a rischio; con la tigre condividono questo spiacevole primato anche un altro felino, il leopardo delle nevi, e ancora i panda giganti, i gorilla, gli orsi polari, gli elefanti, i rinoceronti, i lemuri, le foche monache, le balene e i capodogli, i bisonti europei e gli scimpanzé.
“Quest’anno è stato proclamato l’Anno Internazionale della Biodiversità dalle Nazioni Unite e così abbiamo creato una lista di 10 animali in pericolo, di fondamentale importanza che riteniamo possano richiedere un particolare controllo nei prossimi 12 mesi”, ha dichiarato Diane Walkington, responsabile del programma specie per il Wwf nel Regno Unito.
Dagli inizio del 1900 il numero di esemplari di tigri si è ridotto del 95%, caccia indiscriminata e  bracconaggio atto a procurare alcune parti da usare in preparati della medicina tradizionale asiatica (Cina, Corea e Taiwan producono medicinali tonificanti e contro artriti e reumatismi) hanno ridotto a poco più di 3.200 le tigri presenti sul pianeta.
Neppure il divieto di commercio internazionale sancito dalla CITES, la Convenzione internazionale che regola il commercio delle specie minacciate, è servito a salvaguardare questo felino, i dati di questa organizzazione rivelano come ancora all’inizio degli anni ’90 vivevano in natura oltre 100.000 tigri in Asia.
Ma anche la perdita dell’habitat naturale con un ridimensionamento dello “spazio di azione” dovuto alla deforestazione, alla mancanza di prede e agli insediamenti umani ha contribuito notevolmente alla situazione allarmante che si sta prospettando.
Secondo la Reuters il ministro per l’Ambiente dell’India, Jairam Ramesh, avrebbe affermato che “in India per salvare dall’estinzione le tigri bisognerebbe spostare 100.000 persone che vivono nelle riserve naturali, inoltre metà di queste riserve si trovano in condizioni precarie: le tigri che vi abitano potrebbero sparire da un momento all’altro. Esistono 38 riserve per le tigri controllate dal Governo: 12 sono in buone condizioni e 9 in condizioni soddisfacenti. Nelle altre 17, invece, le tigri rischiano di sparire da un momento all’altro”.
Dopo l’estinzione di tre specie – tigre di Bali, tigre del Mar Caspio e tigre di Giava – anche le restanti sei versano in grave pericolo.
La tigre del bengala sopravvive in circa 1800 esemplari tra le 28 riserve dell’India, del Bangladesh e del Nepal, ma il previsto aumento di circa 28 cm. del livello dell’oceano potrebbe in futuro rubare terreno lungo la costa del Bangladesh spingendo gli esemplari abituati a vivere vicino al mare a retrocedere in zone più impervie e pericolose.
Il governo nepalese celebrerà l’anno della tigre attuando il progetto di ampliamento del Parco nazionale Bardia, nel Terai, per favorire la salvaguardia e la protezione della biodiversità, tanto importanti per questa specie minacciata quanto per  la sopravvivenza delle popolazioni locali.
La tigre siberiana o dell’amur, il felino più grande al mondo, conta circa 450 esemplari presenti soprattutto in Russia.
Solo 800 sono le tigri indo-cinesi che vivono tra la Tailandia e il Vietnam e non più di 400 le tigri di sumatra che sopravvivono allo stato libero.
In Cina sono state contate 50 tigri allo stato brado e “se non saranno prese misure urgenti, c’è un alto rischio di assistere all’estinzione della tigre è questo l’allarme lanciato dal direttore per la tutela della biodiversità del Wwf China Zhu Chunquan, il quale ha confermato la sconcertante cifra affermando che nel nord-est della Cina rimangono 20 tigri siberiane, in Tibet 20 tigri del bengala e nel sud-ovest del Paese 10 tigri indocinesi.
Per quanto riguarda la tigre della Cina meridionale, lo stesso Zhu ha aggiunto che “non ci sono prove concrete dai tardi anni Settanta che ne siano rimasti esemplari viventi.
C’è da sottolineare che la Cina ha ufficialmente vietato l’uso di parti del corpo delle tigri per la medicina tradizionale ma tale divieto è totalmente inascoltato, in più fonti non governative hanno spesso ricordato che “ci sarebbero circa 4.000 tigri allevate in cattività in Cina”, quindi, se questa notizia corrispondesse a verità, il paradosso sarebbe che gli esemplari in cattività già oggi superano per numero quelli che sopravvivono in natura.

Marina Marini
Appassionata di Naturopatia, Naturopata, Esperta in Discipline Orientali (i-ching, astrologia cinese, feng-shui), Cristalloterapeuta, Floriterapeuta, specializzata in Iridologia, Erboristeria, Aromaterapia e Alimentazione naturale

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