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Aung San Suu Kyi: firma la petizione

14 Ago , 2009  

Firma la petizione! Aung San Suu Kyi è stata nuovamente condannata, però i veri criminali sono i generali birmani che la tengono in carcere. Unisciti a questa richiesta di giustizia per il popolo birmano firmando la petizione per processare i generali.

Firma la petizione!

Sul sito Avaaz.org è possibile sottoscrivere una petizione per la liberazione di Aung San Suu Kyi, leader della Lega Nazionale per la Democrazia, leader dell’opposizione birmana e premio Nobel per la Pace.

Avaaz. org è un’organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa “voce” in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra.
Ecco il testo integrale:

Il Premio Nobel per la Pace e icona della democrazia, Aung San Suu Kyi, è stata condannata ad un altro anno e mezzo di arresti domiciliari da un tribunale arbitrario della Birmania.
Il trattamento ricevuto da Suu Kyi è soltanto la punta dell’iceberg della brutalità del regime birmano — che conta 40 anni di omicidi, torture, stupri di massa e lavoro in condizioni di schiavitù.

È ora che il mondo ponga i generali birmani sotto processo. Avaaz sta lanciando una richiesta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perché investighi sui crimini commessi dal regime contro l’umanità — una sentenza di colpevolezza potrebbe condurre all’incriminazione delle autorità militari da parte della Corte Penale Internazionale.
Unisciti alla nostra richiesta
e per vedere il disegno del cartellone che intendiamo dispiegare di fronte all’edificio delle Nazioni Unite come segno della nostra richiesta di intervento: http://www.avaaz.org/it/jail_the_generals.
Nei prossimi due mesi il Regno Unito e gli Stati Uniti presiederanno il potente Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – sia il Presidente Obama sia il Primo Ministro Brown hanno fatto dichiarazioni molto critiche sulla Birmania, da anni non ci si presentava una opportunità tanto propizia per ottenere l’intervento del Consiglio di Sicurezza.
Ma gli Stati Uniti, il Regno Unito e gli altri membri del Consiglio di Sicurezza continuano a dimostrare una certa esitazione – preoccupati di non sfidare la Cina, un appoggio chiave per il regime birmano. Serve una protesta a livello internazionale perchè questi paesi esercitino maggior pressione sulla Cina affinchè accetti tali indagini, come accadde nel caso del Darfur, in Sudan, quando il Consiglio decise di permettere l’azione giudiziaria contro un altro regime protetto dalla Cina.
Il numero delle richieste in favore delle indagini e dell’azione legale contro i Generali Birmani continua a crescere. Aumenta anche la pressione su Obama e Brown, dal momento che dozzine di altri legislatori statunitensi e britannici hanno sollecitato le indagini.

Inoltre un recente rapporto realizzato da un gruppo di prestigiosi giuristi della Harvard University rivela che le Nazioni Unite hanno già documentato il reclutamento forzato di decine di migliaia di soldati bambini, più di un milione di rifugiati e di popolazione deportata internamente, numerosi casi di assassinii e torture, stupri di massa e la deportazione forzata della popolazione di 3.000 villaggi a minoria etnica – tanti quanti quelli riportati in Darfur.
Uniamoci alla loro richiesta che il regime birmano risponda di fronte alla giustizia di questi crimini: http://www.avaaz.org/it/jail_the_generals.
La comunità di Avaaz ha appoggiato ed è rimasta vicina al popolo Birmano dopo la tragedia del ciclone Nargis, durante la repressione di massa degli attivisti in favore della democrazia nel 2007 e quest’anno piú di 400.000 di noi hanno richiesto il rilascio dei prigionieri politici. Oggi, attraverso una grande azione collettiva, abbiamo l’opportunità di richiedere al massimo organismo internazionale di intervenire per fermare questo regime tirannico.
Firma la petizione e inoltra questo messaggio ai tuoi amici e ai tuoi familiari perchè mandino un chiaro messaggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: il mondo si aspetta che assumano un ruolo di leadership in questa situazione.

Con speranza,
Alice, Ricken, Brett, Graziela, Paula, Paul, Pascal e tutto il team di Avaaz.

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