astrologia e numerologia,filosofia e medicina tradizionale cinese

Sette: numero sacro della tradizione cinese

13 Apr , 2009  

sette_numerologia_cinese

Il numero sette nell’antica numerologia cinese, in una visione storico-esoterica, è sacro in quanto massima rappresentazione dei movimenti di trasformazione energetici.
È uno dei numeri Yang, ad esso corrisponde la linea intera Yang fissa, è “celeste”.

Ne I Ching, il Libro dei Mutamenti (易經), è collegato direttamente all’esagramma 52 Kenn, la quiete che individua l’importanza di fermarsi quando è giunto il momento opportuno per poi procedere di nuovo, volgendosi al mondo esterno superando le lotte e i tumulti individuali e comprendendo le grandi leggi dell’universo attraverso la pace e l’armonia a livello mentale e spirtituale.
Ma sette è anche la somma (4+3) dei limiti – punti cardinali (4) alla creazione (3), quindi ecco il numero che per eccellenza indica il tempo: il mondo è stato creato in 7 giorni, quindi furono necessarie 7 unità di tempo per la creazione e 7 è il numero base del ciclo mestruale e della gravidanza.
Questo numero è strettamente collegato alla femminilità: 7×2 = 14 pubertà e 7×7 = 49 menopausa, il ciclo mestruale dura ventotto giorni (7×4), la gravidanza dura quarantadue settimane (7×6).
E ancora 7 (5+2) rappresenta la Madre che come la Terra nutre e sostiene i suoi figli, così la donna, in quanto Madre è il “luogo” materiale che sostiene ed alimenta i propri figli.
Il sette è anche la somma (3+4) del Figlio, l’Uomo, il Cielo incarnato, la Creatura (3) e dell’incarnazione stessa della Terra (4).
È interessante, a questo proposito, leggere il capitolo 7° del Tao Te Ching (道德經) che recita: Il Cielo è perpetuo e la Terra perenne. La ragione per cui il Cielo può essere perpetuo e la Terra perenne è che non vivono per sé stessi: perciò possono vivere a lungo. Per questo il santo pospone la sua persona e la sua persona viene premessa, apparta la sua persona e la sua persona perdura. Non è perché è spoglio di interessi? Per questo può realizzare il suo interesse.
Ecco quindi come il sette manifesti la correlazione tra essere celeste ed essere vivente, nel nostro corpo, microcosmo, sette sono i “forami” presenti sulla testa (orecchie, bocca, narici, occhi) che permettono la comunicazione dei sensi verso l’esterno e quindi la dinamica relazionale con il macrocosmo nel quale, ne abbiamo già scritto, le sette stelle del Grande Moggio, la costellazione maggiormente considerata dagli astronomi taoisti, l’Orsa Maggiore, sono il portale cosmico attraverso il quale uomo e cielo si congiungono.
Ma anche Qi Qing, le emozioni sono 7, esse permettono all’individuo di esprimere se stesso, sono collegate allo Shen (sia emozioni che Shen sono di natura yang), e rispondono alle influenze topografiche (zenit, nadir, nord, sud, est, ovest) con un centro, così come il cielo con i sei pianeti ed il sole al centro, e le sette emozioni sono l’applicazione di questo modello sistematico all’essere umano.
I sette sentimenti indicano anche la “direzione” del Qi: la gioia – Xin diffonde il Qi, la collera – Nu lo fa salire, l’inquietudine – You blocca il Qi, la preoccupazione – Si lo lega, la tristezza – Bei consuma il Qi, la paura – Kong lo abbassa e il terrore o panico – Jing, infine, lo scombussola.
Ma riprendendo il nesso con il 52, nella Medicina tradizionale cinese ritroviamo questa “accoppiata” del sette che indica i punti disseminati sul Piccolo Circuito Celeste dell’essere vivente a livello embrionale e con particolare rifermento energetico ai tre Dan Tien: inferiore (ombelico) dominato dall’attività dell’utero che rappresenta la sopravvivenza e l’interazione con se stessi”; medio (petto)  dominato dall’attività della vescica biliare che rappresenta l’interazione con gli altri e superiore (testa) dominato dal cervello che rappresenta la fusione con lo spirito.
Il Piccolo Circuito Celeste (xiao zhou tian 小周天- riconducendoci a xiao – piccolo, uomo – e tian –  grande, cielo) è l’insieme dei 24 punti del Ren Mai, madre di tutto lo yin, e dei 28 punti del Du Mai, madre di tutto lo yang ma è anche la raffigurazione corporea della rivoluzione planetaria come indicato dal 52° del Tao Te Ching: Il mondo ebbe un principio che fu la madre del mondo. Chi è pervenuto alla madre da essa conosce il figlio, chi conosce il figlio e torna a conservar la madre fino alla morte non corre pericolo. Chi ostruisce il suo varco e chiude la sua porta per tutta la vita non ha travaglio, chi spalanca il suo varco ed accresce le sue imprese per tutta la vita non ha scampo. Illuminazione è vedere il piccolo, forza è attenersi alla mollezza. Chi fa uso della vista e torna ad introvertere lo sguardo non abbandona la persona alla rovina. Questo dicesi praticar l’eterno.
È facilmente riconducibile il concetto madre-figlio a quello stesso dei cicli dei cinque elementi-movimenti, wu xing (五行) che nel rapporto madre-figlio, forma e materia portano a compimento la lettura dell’universo stesso.

Marina Marini
Naturopata, Esperta in Discipline Orientali, Cristalloterapeuta, Floriterapeuta, specializzata in Iridologia, Erboristeria, Aromaterapia e Alimentazione naturale

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