erboristeria

Lo zafferano: oro prezioso e seducente

14 Mar , 2009  

crocus_sativus_zafferano_oro

Il suo colore oro è simbolo di “ricchezza” materiale e spirituale, infatti è tradizione nei pesi orientali regalare manciate di questa rarissima spezia per augurare prosperità e vita lunga, gioiosa e in salute.
Il nome deriva dal latino safranum che a sua volta trae le sue origini dall’arabo za’faran, termine  di origine persiana la cui radice si collega proprio al colore giallo-rosso dell’oro, alla vitalità del sole, alla luce e alla saggezza rivelata.

Nella mitologia greca la nascita dello zafferano si rifaceva al fortissimo sentimento d’amore che Kronos provava per la ninfa Smilace che, però, era la favorita del Dio Hermes che decise di vendicarsi tramutando il giovane nel fiore dello zafferano (in greco kronos) utilizzando, da quel momento, lo zafferano come spezia afrodisiaca nei suoi incontri amorosi (è comprovato a livello scientifico che sia in grado di agire sulle ghiandole surrenali stimolando la produzione di adrenalina).
Lo zafferano, però, è da sempre stato un prezioso aiuto terapeutico nella medicina cinese (viene citato nel Bencao Gangmu “Grande Erba”, un libro datato 1600 a.C. ed attribuito all’imperatore Shen Nong, che documenta migliaia di cure e trattamenti) e in quella ayurvedica, la sua calda tonalità e la sua valenza spirituale ne fanno il colore dell’abito del Dalai Lama e dei buddisti tibetani, birmani e tailandesi, i tappeti di Persia e le stoffe del Kashmir come le  dalle calzature dei Re babilonesi venivano imbevute nel colore dello zafferano e anche i Fenici e i sacerdoti tebani dell’antico Egitto consideravano questo colore fondamentale e Cleopatra (69-30 a.C.) usava la polvere della spezia per dare una particolare “doratura” alla sua pelle proprio come le sue cortigiane che lo usavano per tingersi gote, unghie e capelli o aggiunto all’acqua del bagno, agli unguenti e agli oli ma già il Papiro di Ebers (1550 a.C.) così lo presentava: “Giova alle ulcerazioni dello stomaco, petto, reni, fegato e polmone, è utile per la tosse e il mal di petto, provoca la lussuria e unito a un’altra erba magica e vino di palma serve ai Magi, al re di Persia per fare più belli i loro corpi”.
Plinio (23-79 d.C.) e Dioscoride Pedanio (40-90 d.C.) lo consideravano una panacea e Avicenna (980-1037 d.C.) lo consigliava come rimedio contro le infezioni catarrali e i disturbi del fegato; persino Carlo Magno (742-814 d.C.) usava portarne nei suoi viaggi una discreta quantità da scambiare con tessuti pregiati e gemme preziose.
Il fiore dello zafferano vero, crocus sativus si schiude al mattino con i primi raggi del sole ha un colore che varia dal lilla chiaro al viola purpureo, la raccolta si fa a mano prelevando i tre stimmi rossi che si trovano all’interno che vengono poi essiccati: servono 130.000-150.000 fiori e circa 500 ore di lavoro per ottenere un solo chilo che può arrivare a costare anche 3.500 euro.
Per fortuna ne occorre poco tanto che le bustine in vendita ne contengono da 0,6 a 0,10 grammi.
Le proprietà di questa spezia sono innunerevoli: ha un eccellente potere antiossidante grazie ad alcune sostanze appartenenti al gruppo dei carotenoidi (crocetina, crocina e pirocrocina) il cui contenuto è circa l’8% contro lo 0,008% presente nella carota (1000 volte di più!); aiuta a curare con dolcezza piccoli disturbi, dal mal di stomaco ai dolori mestruali e aiuta a mantenerci giovani grazie alla sua azione antiradicali liberi (responsabile dell’invecchiamento precoce della pelle) più energica di quella della vitamina C.
Favorisce la digestione, abbassa  la pressione e riduce il colesterolo anche perchè lo zafferano non ha calorie; contiene anche la vitamina B1 e B2, indispensabili per la crescita e nel metabolismo dei grassi, proteine e carboidrati, gli aromi naturali che favoriscono la digestione e riattivano il metabolismo.
Ma non solo, stimola il sistema immunitario, proteggere cuore e arterie, riducendo ipertensione e ipercolesterolemia, allevia i dolori mestruali ed i sintomi di tosse e asma, facilita la concentrazione.
È un prodotto totalmente naturale nella cui produzione non intervengono sostanze chimiche o processi di lavorazione che possano in qualche modo alterare il gusto e le caratteristiche fondamentali, permette un’efficace prevenzione efficace contro arteriosclerosi, cardiopatie, diabete e degenerazioni legate ad invecchiamento accelerato.
Ecco alcuni semplici consigli per preparare un ottimo e benefico latte e zafferano: scaldate mezzo litro di latte aggiungendo 1 bustina di zafferano e 4 cucchiai di zucchero di canna, una variante si ottiene aggiungendo del pistacchio ottenendo così il famoso Masala dudh.
Buonissimo anche lo yogurt allo zafferano, basta prendere un vasetto di yogurt bianco non zuccherato al quale aggiungere un quarto di bustina di zafferano e poco zucchero.
Per la tisana portare a bollore 200 gr. di acqua con ½ busta di zafferano, lasciare in infusione per almeno una diecina di minuti, zuccherare con del miele e bere l’infuso prima di andare a dormire, è un ottimo rimedio contro l’insonnia.
Direttamente dalla medicina ayurvedica le indicazioni per la preparazione dell’olio di sandalo allo zafferano, utile per alleviare il mal di testa: mescolare ½ bustina zafferano con alcune gocce di olio di sandalo e alcune gocce di acqua e pestare in un piccolo mortaio fino ad ottenere una crema morbida da utilizzare per massaggi sulle tempie; un altro suggerimento è di inserire i “fili” di zafferano direttamente nella boccetta del vostro olio da massaggio.

Marina Marini
Naturopata, Esperta in Discipline Orientali, Cristalloterapeuta, Floriterapeuta, specializzata in Iridologia, Erboristeria, Aromaterapia e Alimentazione naturale

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