filosofia e medicina tradizionale tibetana

Sadhana: Impermanenza di Sogyal Rinpoche

23 Feb , 2009  

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La paura che l’impermanenza risveglia in noi (che nulla è reale in assoluto e nulla permane a lungo) è, come veniamo a scoprire, la nostra migliore amica poiché ci porta a domandarci:
Se ogni cosa muore e cambia, cos’è veramente reale? C’è qualcosa dietro le apparenze? C’è qualcosa, infatti, a cui possiamo risalire e che sopravvive a ciò che chiamiamo morte?

Lasciando che queste domande ci colmino imperativamente e riflettendo su di esse, lentamente ci troviamo a maturare una svolta profonda nel modo in cui osserviamo ogni cosa.
Iniziamo a svelare e realizzare in noi un “qualcosa” posto al di là di tutti i cambiamenti e le morti del mondo.
Appena ciò accade, catturiamo ripetute e illuminate visioni delle vaste implicazioni che sottendono alla verità dell’impermanenza.
Giungiamo a scoprire una pace profonda, una gioia e fiducia in noi stessi che ci riempie di meraviglia e gradualmente genera i noi la certezza che c’è in noi “qualcosa” che nulla distrugge, che niente può alterare e che non può morire.

Sogyal Rinpoche

fonte: www.guruji.it

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