filosofia e medicina tradizionale cinese

Medicina Tradizionale Cinese: un po’ di storia

24 Dic , 2008  

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Le origini della Medicina Tradizionale Cinese risalgono ai tempi più remoti e appartengono alla storia e all’evoluzione dell’umanità.
Non pochi storici sono concordi nell’attribuire alla civiltà cinese il più rapido sviluppo rurale all’interno del quale facilmente i principi scientifico-popolari ebbero modo di diffondersi anche grazie all’esistenza della scrittura in epoche primitive.
La sua peculiarità è quella di essere sempre stata a carattere “popolare”, ma non per questo meno attendibile, già sotto la dinastia Xia, la prima della storia cinese, le tematiche mediche vennero approfondite e appuntate in diversi trattati che sono tuttora considerati le basi di questa disciplina.
Sicuramente da un’attenta osservazione dei fenomeni naturali e della vita e delle abitudini degli animali sono scaturite le prime sperimentazioni erboristiche, infatti, il padre della scienza medica fu l’Imperatore Shen Nong che approfondì le radicate conoscenze di farmacopea  e dietetica attraverso lo studio dei principi terapeutici delle piante.
I fondamenti della MTC sono racchiusi nel “Nei-Ching, il canone di medicina interna dell’Imperatore Giallo”, la cui datazione esatta non è ancora conosciuta ma che è sicuramente il più antico trattato medico pervenutoci.
In esso si percepiscono le profonde influenze delle dottrine taoiste con l’esaltazione degli aspetti naturalistici, del senso della misura e del movimento senza movimento, dove ogni eccesso o difetto modificano l’equilibrio umano favorendo le malattie.
È diviso in due parti, la prima Su Zen tratta d’anatomia, patologia, fisiologia e diagnostica delle terapie interne; la seconda Ling Su diserta sull’applicazione di terapie esterne e di
tecniche di guarigione, soprattutto legate ai trattamenti zonali, ovvero di singole parti del corpo.
In questo classico, l’imperatore Huang Ti ed il suo medico di corte Ch’i Po dialogano di una medicina olistica, globale, di unità e relazione tra l’uomo e la natura, dialogano sui meridiani, sul Qi (soffio-energia), sulla teoria degli opposti (Yin-Yang) e su quella dei 5 elementi-movimenti propri della vita e degli esseri viventi.
Di epoca più recente, il 200 a.C., risulta la stesura di un trattato sulle erbe in cui sono descritti oltre 350 tipi di farmaci naturali e vengono introdotti i principi di Jun-imperatore, Chen-ministro, Zuo-assistente e Shi-guida per codificare l’importanza e la gerarchia delle sostanze nell’ambito di una prescrizione, e quelli del Wu Wei, ovvero i 5 sapori: acido, amaro, dolce, piccante e salato.
Nel 300 d.C. Wang Shu He scrisse il “Mai Jing” il compendio sullo studio dei polsi, tecnica diagnostica ancora utilizzata negli ospedali cinesi.
Questa antica medicina ha un approccio “energetico” volto al mantenimento dell’energia vitale Qi, che circola nel corpo umano nel doppio flusso Yin e Yang, e un approccio di “prevenzione” perché attraverso l’analisi delle disarmonie sia possibile diagnosticare in anticipo malattie e disturbi e un approccio “naturale” che invece di contrastare la sintomatologia si preoccupa di cercare le cause e stimolare l’organismo stesso alla guarigione.

Marina Marini
Naturopata, Esperta in Discipline Orientali, Cristalloterapeuta, Floriterapeuta, specializzata in Iridologia, Erboristeria, Aromaterapia e Alimentazione naturale

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